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Tremate: l'anno zero è arrivato.
domenica, 15 aprile 2007 alle 13:46
Ora spiego l'arcano riguardo l'anno zero: ho tentato di fare arrivare ai miei lettori l'atmosfera malata di alcuni siti legati a una vera opera d'arte. Il signor Trent Reznor, per pubblicizzare il suo nuovo pargolo, ha deciso di fare impazzire i suoi fan coinvolgendoli in una vera e propria caccia al tesoro virtuale fatta di brani trovati in penne usb lasciate "casualmente" nei bagni durante i concerti e di siti legati all'amosfera malata del disco. La storia più o meno è questa: anno 2022 il mondo è in declino totale, sull'orlo del collasso. Ci sono stati diversi segnali preoccupanti: un'attentato terroristico durante l'81ma premiazione degli Oscar, le acque che diventano rosse, l'introduzione di una droga che porta a vedere una "Presenza" dai connotati e dal compito decisamente inquietanti. Ora che avete tutte le coordinate per capire meglio passiamo al disco vero e proprio. Reznor ha rivoluzionato il suo modo di fare musica. E' acido, acidissimo, corrosivo. Niente più chitarre e quelle che si sentono sono campionate. Influenze da Depeche Mode, in primis, Aphex Twin, Massive Attack e chissà cos'altro. Il disco va sentito per intero. E' compatto, discorsivo, non c'è un'attimo di cedimento. Non un capolavoro ma poco ci manca. E in sotto traccia ci sono una miriade di suoni nascosti tale da necessitare un ascolto in cuffia e sparato ad alto volume. Disco dell'anno per me, a menochè un certo arcangelo non decida di farsi risentire. E ora passo a recensirlo brano per brano.
Hyperpower: incipit davvero galvanizzante e devastante. Sembra di assistere ad una sommossa con tanto di agenti che picchiano a destra e a manca. The beginning of the end: è il brano che mi prende meno. Attenzione. Ho detto che mi prende di meno non che sia brutto. Musicalmente ricorda forse un pò troppo My sharona e rende meglio da studio che dal vivo. Concentrato di energia e di forza musicale. Volendo la si potrebbe anche ballare... Survivalism: Devastante. Brutale. Aggressiva in maniera sublime. You got pacifism, I got survivalism. I vecchi ideali non funzionano più, l'imperativo è sopravvivere. Dal vivo è esplosiva. Anzi direi che è proprio nella dimensione live che sono riuscita a fare pace con questo brano. Ogni volta che la sento alzo il volume a manetta e mi esalto. The good soldier: come rendere moderna una classica marcia militare. Questo è. Con un'apertura melodica verso la fine davvero toccante. E sublime il testo: I am trying to see, I am trying to believe. This is nowhere I should be. L'impotenza dell'uomo verso il crollo totale. Sia per il testo che per la musica. Vessel: il capolavoro in un disco ottimo. Graffiante, acido, sembra di risentire gli echi dei vecchi Nine Inch Nails. Come atmosfere mi ricorda Closer. Una Closer del 21esimo secolo. Me I'm not: I Nine inch nails che fanno trip-hop?? E da quando? Sono rimasta davvero basita, diavolo di un Reznor. Il pezzo spacca e di brutta maniera ti ritrovi a scuotere in maniera ritmata la testa. Can't stop me I'm not...(scegliete voi cosa non sono ) Capital G: picchierò il primo che mi dice che questa canzone è brutta. Non lo è per niente. Il tono della voce è sarcastico, sta prendendo in giro qualcuno (forse il suo pupillo Manson, a giudicare da certi passaggi musicali? Chissà) e la musica segue perfettamente il piglio ironico. E' divertita e divertente, scanzonata per quanto possa esserlo un brano  dei Nin. Qui c'è un piccolo esempio di quanto dicevo prima: in sottotraccia ci sono dei suoni "deviati" difficili da percepire...My violent heart: quando ho sentito questo brano per la prima volta sono saltata dalla sedia. E' tornato. I Nine inch nails sono tornati. E' subdolo, suadente, seducente, ti coccola all'inizio, un vero e proprio diavolo tentatore. Voce molto bassa, rabbia trattenuta al massimo grado che sembra voler esplodere ma non lo fa mai totalmente neanche nel ritornello. Insomma una delizia per le mie orecchie: we crawl... The Warning: un nuovo rimando alle vecchie opere. Ci risento echi di Piggy, della fine di questo brano. God given: se nel futuro esisterà ancora una discoteca questo brano sarà considerato un classicone. Fa muovere il culo persino alla persona più piantata dell'universo da quanto è deliziosamente ritmata. Suoni perfetti, forse al limite della glacialità ma va bene, ce ne fossero di dischi così. Meet your master: la cosa che mi chiedo andando avanti ad ascoltarlo è come diavolo farà a portarlo dal vivo? Grande mistero. Il punto di forza è che riesce ad essere perfettamente in bilico tra ricerca di uno stile differente, nuovo per il gruppo, senza ignorare il passato come in questo pezzo. E poi verso la fine di nuovo un'apertura melodica bellissima, che ti fa chiedere "pietà per le mie coronarie, non ce la faccio più!" Ma il tizio è sadico e assesta una delle prime mazzate terrificanti del disco: The greater good. Deliziosamente ipnotica e malevola, strumenti normali che diventano inquietanti. Si va avanti, è sempre peggio, The great destroyer è il secondo capolavoro. Linea vocale meravigliosa (Trent Reznor ha preso lezioni di canto nel frattempo?), musicalmente molto espressiva dall'inizio alla fine dove la fine del mondo è simboleggiata dal puro rumorismo elettronico. Bello, bello, bello! Come ho letto da altre parti date un pianoforte al frontman dei Nin e sarà difficile che faccia uscire brutte cose. Another version of truth è la mestizia calma dopo la distruzione, stranamente molto minimale in un disco fin troppo ricco e complesso. In this twilight ha il pregio di essere la perfetta triste narrazione di un mondo ormai fottuto. Sia musica con le note in diminuire dell'inizio, il cantato che segue la dissonanza. Da Greater Good fino ad adesso il disco ha cambiato i connotati da aggressivo, provocatore, diventa triste e decadente. Zero-Sum è la chiusura ideale. Si parla in sotto voce, i toni sono dimessi, si levano le tende. E poi quel "shame on us" uno dei punti più alti dell'espressività di questa grande opera. La disperazione fatta carne, voce, musica e cuore. Era il disco che volevo. Il. Disco. Che. Volevo. Volevo che ritornasse a prendermi l'anima e a distruggermela di nuovo. Grazie. Grazie mille.
P.S. Non è finita, l'anno zero non è finito. C'è un secondo capitolo. Che gli Dei abbiano pietà delle nostre povere anime...

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categorie: musica, nin , anno zero


Year Zero's coming...
venerdì, 13 aprile 2007 alle 10:29

Respira, lentamente, non aver paura alla fine farai quello che vorremo. Vogliamo sapere tutto di te: tutto ciò che fai, ovunque vai... Tutto. Vogliamo tutto. Respira e lasciaci entrare dentro di te. Era questa la forma di controllo che vigeva nel mondo prima che il Grande Distruttore arrivasse a fare piazza pulita di un mondo in decomposizione. Riguardo indietro agli ultimi giorni e mi accorgo che è stata tutta una follia. Le acque che diventano rosse, la droga in circolo nei nostri corpi e noi eravamo inconsapevoli. All'indomani della grande catastrofe ci siamo svegliati e il sole sembrava un vecchio amico. E' cominciato. Si sono aperti i cieli ed è stato come vivere all'interno di un eterno scontro tra macchine. Il tempo sta rallentando e se avessi ancora un secondo penso che ti prenderei per mano. Ti ricordi quando...e tutte quelle volte in cui...e quello che avremmo...e quello che dovevamo...Io so. So che ricordi. E come lo giustificheremo? Noi sapevamo tutto, nei nostri cuori. Sapevamo. E abbiamo detto che non era importante. Abbiamo provato ad andare avanti e adesso, non importa più ormai. Nell'ora del declino. Presto tutto sarà detto e fatto e torneremo ad essere una cosa sola. E... sarà... la fine.
Biasimo su di noi, maledetti sin dall'inizio, che Dio abbia pietà dei nostri piccoli sudici cuori. Biasimo su di noi per quello che abbiamo fatto, non meritiamo più nulla. Non ne uscirai più, non prenderai più la via facile, tutto questo è una conseguenza di quello che è nato dalle tue mani. Credo in questo genere di cose. E troverai davvero, quando chiuderai gli occhi, un posto dove fermarti ed essere in pace? Credo che volessi dirtelo, quando la luce incominciò a scemare e i cieli caddero. Presto saremo una cosa sola. Presto sarà tutto finito.

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categorie: anno zero


Presence is the cure...
giovedì, 12 aprile 2007 alle 12:43
Moira Waag è stata portata alla casa di igiene mentale Judson Ogram dopo il suo arrivo in un pronto soccorso in preda a qualsiasi droga possibile. Si dice in giro che ce ne sia una chiamata Opal, o "il nero" secondo il gergo dei tossici, dagli effetti inquietanti che porta a vedere la presenza. L'Opal potrebbe essere l'ennesimo soprannome del Parepin...
Caso n. 6455DA04 (Moira)
D. Buongiorno. Come ti senti?
M. Nervosa
D. Beh questo non è comprensibile. Io vorrei aiutarti. Mi prometti che risponderai sinceramente?
M Certo, ci proverò.
D. D'accordo, grazie. Allora iniziamo dalla notte in cui hai iniziato a vedere quello che chiami "la presenza"
M. Ero a una festa. Avevano questa nuova droga. Ti danno un fogliettino di carta con il nero. Devi prima sporcarti le mani con una sorta di solvente e poi puoi toccare la carta che è impolverato dal nero. Così mi sono detta: proviamo. Mi sono seduta in bagno e ho aspettato li pr vedere l'effetto che faceva. Il bagno era bianco ma non era abbastanza pulito così ho cominciato a fissare le pareti grige in attesa dell'effetto. Stavo bene così seduta.
D. Scusami, perchè il bagno?
M. La droga entra in circolo e hai un effetto maggiore se prima ti bevi un sacco di acqua. E l'effetto aumenta se ci sono un sacco di persone intorno a te che stanno provando la stessa droga contemporaneamente. Sembra strano, a volte. Comunque immaginati 20 persone che stanno bevendo un casino d'acqua e sono fatti in qualche topaia con il bagno o una cosa del genere.
D. Uhm vista così sembra abbastanza scomodo. Torniamo alla "presenza"
M. Ti dimostri troppo interessato alla presenza. Mi stai per dire che non esiste?
D. Rispetto la tua esperienza. Più tardi potremmo anche parlare di cosa significa. Adesso, voglio solo sentire la tua storia. Hai sentito qualcosa, hai avuto allucinazioni?
M. Il nero solitamente non mi fa vedere delle cose.  Una volta mi sono fatta di mescalina ed ero per strada e potevo vedere dentro gli edifici. Vedevo cosa stava facendo la gente ma il nero non da questi effetti.
D. Molto interessante. Non lo sapevo. Allora continua, dimmi cos'è accaduto dopo.
M Mi sentivo come se ci fosse qualcuno in bagno con me. Mi sono girata ma non c'era nessuno. Sentivo questa presenza, forte e così ho dato un'occhiata nella doccia. Le mie  mani hanno iniziato a sentirsi... ricolme.
D. Ricolme?
M Piene di energia, pulsanti. La mia spina dorsale scottava. Come se ci fosse della cera bollente che stava riempiendo la spina dorsale dall'interno. E quando questa pienezza ha cominciato a fuori uscire e a passare nelle braccia, nelle gambe e... Oh stavo da dio. Era meraviglioso ma anche spaventoso, come se qualcuno avesse bussato alla porta e mi avesse fatto uscire da me stessa. Sentivo come se qualcuno stesse prendendo il mio posto e stesse osservando l'ambiente con i miei occhi. Mi sono vista uscire dal bagno, ero alla festa ma la stavo guardando dall'esterno. Ero come imprigionata in un piccolo angolo del cranio. Colui che aveva preso il mio posto era dentro di me ma era anche all'esterno. Era ovunque. Era incandescente, elettrico. Non so come spiegarlo.
D Ok. Prova solo a descriverlo meglio che puoi
M C'era questo calore e questa energia che si centra nel mezzo del corpo. E si è espanso a tutto il corpo e improvvisamente potevo sentire l'intero pianeta. Una piccola parte dellal mente non poteva vedere perchè era ancora seduta nel bagno alla festa. Il pianeta è enorme e complicato e sentivo le correnti dell'oceano, sentivo il riscaldamento del pianeta e sentivo che questo stava arrivando in superficie. Potevo sentire il fischio di una tempesta attraverso l'acqua e l'aria che fischia attraverso la neve che si scioglie. (tace)
D Continua...
M Non posso descrivere come ci si sente. Io ero in tutte queste cose. Il mondo è vasto e io lo ero  altrettanto.
D. Spiegati meglio
M. Ho iniziato a sentirmi pizzicare. Dalle strade, dagli edifici, da tutto. Mi pizzicano. Poi ho cominciato a sentire come diecimila dolorose punture di spillo. Tutto il veleno che gettano nei fiumi. I pozzi che si prosciugano. Fanno male. L'aria è piena di merda che mi ferisce. Lo odio. E' come essere avvelenati.
D Magari il veleno era nella droga..
M Poi chi era al mio posto mi ha notato. Sa che sono io che sto avvelenando il pianeta. Sono io che sto creando queste ferite. Mi levo dal mondo così finirà di soffrire. Ma va tutto bene, questo lo posso capire.
D. Sembra quasi un'allucinazione.
M Non lo era.
D D'accordo. E...
M Cosa?
D. (sussurra qualcosa di incomprensibile)
M Scusa non riesco a sentirti
D (di nuovo sussurra qualcosa di incomprensibile)
M. Dio? Cazzo, non c'è storia. Ho sentito delle persone che hanno visto Dio dopo essersi fatti di nero. Ma l'hanno visto perchè era quello che volevano vedere. Hanno visto questa enormità, si sono spaventati e l'hanno chiamato "dio" perchè così si sentivano più sicuri e tranquilli. Ma non c'è niente di sano o di sicuro nella presenza. Bella, si, ma...non trovo la parola. Forse, spietata.
Se fosse dio, beh, siamo completamente fottuti. (ride)
D Pensi che dio potrebbe essere spietato?
M. Senti non ripetere in giro quanto ti sto per dire perchè suona un pò folle ma "la presenza" non è di questa terra. E' un visitatore. Mio nonno, sai, aveva una fattoria in Nuova Zelanda. Ogni tanto faceva il giro e faceva fuori il bestiame malato per salvare quello sano. Ecco il compito della "presenza". E' qui per lo stesso motivo, per salvarci dalla malattia.
D. E noi lo siamo...
M. Si, giusto! Noi siamo il cancro e "la presenza" è la cura.
D. E questo ti fa star bene? Non ti spaventa oppure ti intristisce?
M Mi stai pigliando per il culo? Sono terrorizzata. E se tu non sei spaventato, sei matto...

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categorie: anno zero


Wait for the end
mercoledì, 11 aprile 2007 alle 12:49

John Ferminger si trovava sul ponte di Boston. Era con la figlia, in macchina, quando improvvisamente l'acqua divenne rossa. Lo stupore fu enorme e ci furono degli incidenti a catena. La macchina di John finì in acqua ma fu ripescata. Dei due l'uomo fu l'unico superstite e da allora cominciò a soffrire di quello strano disturbo che porta a vedere "la presenza" ovunque si posi lo sguardo. Questa è l'estratto dell'ultima conversazione tra John e il suo medico curante.
Dr. Gantry: Ho spento le telecamere.
Caso N. 4382BX12 (John): Voglio che il Padrone veda quello che sto facendo. Perchè l'hai fatto?
D.: John tu morirai.
J.: Anche tu
D. Morirai oggi
J. Questa è l'ultima volta che posso parlare, dovreste starmi a sentire finchè ne avete il tempo.
D. Nessuno sta sentendo, John! Nessuno ti può più sentire, ormai
J. Tu puoi. Ascoltami:
Noi non combattiamo contro la carne e il sangue, noi combattiamo contro dei principi, contro il potere, contro i signori dell'oscurità di questo mondo, contro la debolezza spirituale nei piani alti.
D. Ascolta, ho parlato con quelli che contano. Tutto quello che devi fare è firmare questo modulo. Poi esci di prigione e dici ai tuoi seguaci che le tue rivelazioni erano false.
J Non lo sono.
D Non devi crederci, devi solo dirlo. Alla tv.
(E così dicendo porge il modulo al paziente che rifuta di firmarlo)
J Ho amato molto le nostre conversazioni. Grazie per avermi parlato di Francesca.
D. Quelli che contano vogliono farti sparire.
(John allunga una mano verso il pugno chiuso del dottore e apre la mano per vederne il palmo)
Immagino che mi dirai che è il segno della bestia.
J Sono le tue parole, non le mie
D. Non ti faranno il processo perchè sei una minaccia per la sicurezza. Tra pochi minuti ti verranno a prendere e ti fucileranno. Poi manderanno a tua moglie il conto per la pallottola.
Firma. Quel. Modulo.
J Doc..
D. Sto cercando di salvarti la vita!
J Non sei qui per salvarmi.
D. Si, invece, per dio
J Tu sei qui così io posso salvare te.
(Lunga pausa di silenzio)
D Io, io non... Io
J Sono un recipiente, niente di più. Sono una campana creata da dio e puoi sentirmi suonare la verità. Tu sei qui per la stessa ragione per cui sono venuti tutti, tutti quei poveri bastardi fuori dalla prigione.
D Io non sono come...
J Sto cercando di salvarti la vita. Sei esattamente come loro, e come me, e come il resto delle povere creature di dio. Tutti quanti soffriamo e moriamo ed è tutto qui. Non è una ragione sufficiente per essere gentili con gli altri? In queste poche ore che ci separano dall'oscurità?
(Infila un dito nel bicchiere d'acqua e benedice la fronte del Dr. Ganrty)
D. Cosa... Cosa dovrei fare?
J. Vai a casa. Dì a Francesca che l'ami e aspetta la fine...

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categorie: anno zero


Hollywood in memoriam...
lunedì, 09 aprile 2007 alle 15:46

Non me lo ricordo molto bene ero piccola. Mi trovavo vicino a mia madre ed ero in fila come tanti altri che si trovavano li per vedere da vicino le stelle del cinema. Dopo tanti sacrifici mia madre era riuscita a coronare il suo sogno: partecipare alla premiazione degli Oscar come spettatore. Me ne parlava in continuazione e alla fine ero arrivata a condividere lo stesso sogno. Eravamo vestite molto eleganti quel giorno, ed eravamo in fila. Si è sentito un grosso boato e poi...
Non ricordo molto. C'era gente che urlava straziata dal dolore, per terra c'erano corpi sanguinanti. Ricordo che chiamavo a gran voce la mia mamma ma non rispondeva. Poi vennero i militari e ci dissero che dovevano evacuare la città di Los Angeles. Hanno parlato di bomba atomica e il peggio doveva ancora arrivare. Non seppi mai cosa ne fu di mia madre. Persi tutti i capelli, il mio corpo subii diverse trasformazioni. Guardatemi. No, non riuscite a guardarmi, io sono un mostro.
La mia unica colpa?
Aver condiviso un sogno con una persona di cui non so più nulla e il cui ricordo è andato svanendo nel tempo...

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categorie: pura follia, anno zero


Water drugs
giovedì, 05 aprile 2007 alle 00:38

Fate attenzione all'acqua che state bevendo potrebbe essere drogata. Stanno facendo esperimenti strani sulla gente, stanno testando una nuova forma di arma. Ho scoperto il nome: Parepin. E' una sostanza che intacca la chimica del cervello e specialmente la dopamina. E' noto che una massiccia operatività della dopamina è legata alla schizofrenia. Il dosaggio del Parepin non è controllato. Come ho detto è nell'acqua. Più la bevete e più parepin assumete. E più la assumete e più siete soggetti ad allucinazioni ipnagogiche. I sogni che fate vi sembreranno così vividi da pensare di essere svegli. L'immagine che vedete li sopra è quello che è stato visto da quando hanno iniziato a drogare l'acqua.
Sto provando a credere...

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categorie: esperimenti, pura follia, anno zero

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