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Siete passati e mi avete detto...utente anonimo in I'm talking to you n... nevepioggia in Tour of the universe... krishel in Voices utente anonimo in Voices utente anonimo in Voices sherazade2005 in Voices krishel in Voices Sesostris in Voices krishel in Scratch my back spiritchaser in Scratch my back
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I got nothing to say... mercoledì, 22 luglio 2009 alle 12:10 Vi lascio la mia nuova creatura grafica, trattamela bene mi raccomando. E' una prova libera di un tutorial che paradossalmente mi ha creato meno problemi di quanto pensassi. Ho trovato anche una via per non aspettare troppo con Paint Shop Pro. L'ho anche un pochino ripulito se è per quello. Ancora è un po' pesante ma ci si può lavorare ora. E visto che siamo a casa mia e posso dire quello che voglio: odio quel tutorial sul blinkie. Non riesco a farlo. Ci avrò provato tremila volte, anche con il metodo facilitato ma non ci riesco proprio. Avevo perso un pochino di fiducia nelle mie capacità di graficare per un paio di lezioni, tra cui anche questa di cui vi ho parlato. Pensavo di essere stupida e di non avere i mezzi. Poi invece ho capito che l'errore non era mio ma di chi aveva fatto la lezione dando per scontato certi passaggi che per una novellina come me di certo non lo sono e ho ripreso fiducia. Creando anche quello che vedete. Esistono corsi seri di autostima? Perchè me ne servirebbe uno fatto da qualcuno veramente bravo. Io sono una dilettante ma non totalmente scema. E se capisco il principio che sta alla base di qualsiasi cosa io so procedere tranquillamente. commenti (1); commenti (1); Permalink; categorie: immagini, lezioni
In the middle of the pouring rain... giovedì, 18 giugno 2009 alle 00:54 Nowhere, 3 giugno 2009
Per l'ennesima volta alla radio ho sentito la cover di Walking in Memphis fatta da Cher e continuo a pensare: ma è mille volte meglio l'originale! E temo che pochi l'abbiano ascoltata purtroppo. Quindi per rendergli giustizia ho deciso di postarvi il video con la canzone, perchè è davvero più bella. Ha dentro tutto il sapore della nostalgia, del viaggio che prima di essere fisico è anche e soprattutto mentale. E quel finale di canzone che ha il potere di stritolarmi il cuore ogni volta che lo sento. E' bellissimo. Ho finalmente messo le mani sull'ultimo libro, in ordine di tempo, di Banana Yoshimoto: Chie-chan e io. La protagonista, Kaori, è una quarantenne single che lavora nel settore dell'importazione di abiti, accessori e articoli griffati dall'Italia. Viaggia spesso per lavoro, per acquistare la merce da rivendere nel negozio di una zia. Parla molto bene la nostra lingua, avendo vissuto per un certo periodo in Italia. Sua cugina Chie è una ragazza sui trentacinque anni, estremamente silenziosa e introversa, che dopo la morte della madre si è trasferita a vivere da Kaori. Fra le due si è instaurato un rapporto di amicizia molto profondo. Quello che adoro di quest'autrice è la levità con cui descrive i sentimenti umani senza essere troppo leziosa. Lei riesce sempre a colpirmi, a entrarmi nelle pieghe del cuore, trova sempre la chiave d'accesso. C'è un brano che forse potrebbe spiegare un po' come sono fatta in certe circostanze. Ho dovuto soffrire per arrivare a questo punto ma adesso sorrido e sono grata a quel dolore. Se fossi stata la Kaori di un tempo, avrei seguito Chie-Chan dappertutto (cut) e l'avrei viziata in modo che non avrebbe potuto vivere un solo giorno senza me. (cut) "Alla persona a cui voglio bene adesso, dedico senza riserve ciò che posso offrire al momento, ma non ho il tempo e la voglia di pensare al domani. Questo è l'amore." (cut) Nacque in me un pensiero differente: amore è rispettare la vita che Chie-chan desidera fare.Ero una persona che cercava di imporre la mia visione del mondo e che desiderava il meglio. Ma non era davvero il meglio per gli altri era solo quello che io pensavo fosse meglio. Ho imparato a lasciare andare. Ad accettare che le cose vadano come devono andare e che le persone facciano la vita che scelgono. Questo non diminuirà l'amore che provo per loro. Ora perà la smetto con l'angolo melassa. Cosa dirvi? Se vi piacciono i libri particolari, leggetelo. commenti ; commenti ; Permalink; categorie: libri, voli pindarici, lezioni
L'ombra del vento sabato, 13 giugno 2009 alle 22:13 ![]() Nowhere 23 maggio 2009 Nella mia vita di lettrice mi sono imbattuta in tutti i tipi possibili di libri. E penso che ancora ne devo scoprire. Ci sono libri che partono bene e si afflosciano, libri che partono malissimo e poi in corso d'opera risalgono e si riprendono, libri che partono male e proseguono anche peggio tanto che ti inducono all'abbandono forzato e poi ci sono libri come questo qui. Che iniziano con il botto, a metà libro si affloscia e poi si riprende verso la fine tanto da tenerti con il fiato sospeso per le vicende del protagonista. Una mattina del 1945 il proprietario di un modesto negozio di libri usati conduce il figlio undicenne, Daniel, nel cuore della città vecchia di Barcellona al Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo in cui migliaia di libri di cui il tempo ha cancellato il ricordo, vengono sottratti all'oblio. Qui Daniel entra in possesso di un libro, L'ombra del vento appunto di tale Julian Caràx, che cambierà il corso della sua vita, introducendolo in un labirinto di intrighi legati alla figura del suo autore e da tempo sepolti nell'anima oscura della città. Un romanzo in cui i bagliori di un passato inquietante si riverberano sul presente del giovane protagonista, in una Barcellona dalla duplice identità: quella ricca ed elegante degli ultimi splendori del Modernismo e quella cupa del dopoguerra. Fondamentalmente questo è un libro sull'amore in tutte le sue forme anche quelle più oscure ma è anche un libro che parla di riscatto personale, di rimpianti, di un passato oscuro che allunga le mani e sporca un presente fatto di miserie, di odio, di vendette. Perchè viene raccontato anche questo lato dell'amore: l'amore tradito, l'amore calpestato. Come ho detto a metà del libro ho sentito un po' di fatica ad andare avanti e non ce l'avrei fatta se non fosse stato per Daniel e per la sua dedizione alle vicende di un autore per certi versi dalla vita molto simile alla sua. La frase che mi rimarrà per sempre di questo libro? "I libri sono specchi: riflettono ciò che abbiamo dentro." Sto cominciando a capire solo ora quanto sia vera questa frase... commenti (1); commenti (1); Permalink; categorie: libri, lezioni
Esperimenti venerdì, 12 giugno 2009 alle 01:29 Nowhere 17 maggio 2009Chi mi dice che cos'è questo si meriterà un bacio virtuale da parte mia. Gli ho fatto un piccolo ritocco glitterato a quest'immagine e senza peccare di immodestia mi sembra sia venuto molto bene e molto elegante anche. Continuo a imparare molto e a fare la cosa che amo di più: giocare con le immagini. Con la differenza che ora ho a disposizione un programma come si deve e soprattutto persone che sanno il fatto loro e che hanno la voglia e la pazienza di insegnare come si fa. Era ora. Davvero ora. P.S. Ma si capisce che sto ricopiando i vecchi post di blogspot? Perchè ho qualche dubbio in proposito. commenti ; commenti ; Permalink; categorie: immagini, lezioni
Lezioni... venerdì, 05 giugno 2009 alle 00:21 ![]() Una premessa: sto riportando qui dentro quello che avevo scritto nell'altro blog. Per quelli che mi hanno seguito anche di la vi darà la sensazione di un dejà-vu. Primo post della nuova versione della casa. E come al solito non mi so decidere. In effetti quello che nevepioggia suggerisce di fare ossia di ricominciare proprio da zero, con layout anche nuovo non è male. Alla fine ho sempre detto che quello che conta è la parola non l'immagine. Sto imparando a graficare un po' più sul serio. Mi piace, ho occhio e riesco a fare cose belle per me da vedersi. Imparo come si suol dire. E cerco di capire se trasferirmi di piattaforma è davvero quello che voglio. commenti ; commenti ; Permalink; categorie: lezioni
Lessons sabato, 14 marzo 2009 alle 10:11 ![]() Come vi avevo detto avevo in progetto di fare una torta alle carote. Dovete sapere che io adoro quella merendina chiamata Camille. La adoro perchè ha quel gusto particolarmente buono e la consistenza soffice, ne mangerei a chili. Volevo fare una torta che più o meno in cosistenza e gusto ci si avvicinasse. Ho seguito una ricetta trovata su internet da chi evidentemente non sa trascriverle. Non so fare da mangiare ma ho una lunga esperienza nel trascriverle. Una cosa che ho ereditato da mia madre è un'agenda dove lei ha trascritto alcune ricette che usava fare. E una di quelle le ho usate anche io. Guai chi prova a scipparmi quell'agenda, mordo. A parte questo. Metto in pratica la ricetta e mi accorgo subito che c'è qualcosa che non quadra: la ricetta dice 4 gr di carota. Il che mi sembra assurdo visto che una carota sono una cinquantina di grammi. Comunque io per non sapere cosa fare ne metto una. Per fortuna che ho un minimo di esperienza perchè altrimenti non avrei saputo come farla. La ricetta è scritta talmente male che non si capisce come devono essere messi gli ingredienti. Comunque procedo, metto in forno e cuocio. Poi l'assaggio e... per carità al gusto è buona ma non è una torta di carota. Averci pensato prima mi accorgevo che forse sarebbe stato il caso di mettere tante carote quanto la farina. Ma ci ho pensato troppo tardi. Niente mi vieta però venerdì prossimo di tentare nuovamente la ricetta aggiungendo però il giusto quantitativo di carote. Però se non avessi provato e se non avessi sbagliato, non avrei potuto capire. Ieri pomeriggio ho scoperto che vicino a casa mia qualcuno ha i fili per ricamare a mezzo punto. Io ho ancora un quadro in sospeso, un quadro di cui parlerò solo quando sarà finito. Scoprire che vicino a casa c'è qualcuno che mi può aiutare in questo vendendomi i fili, beh, non ha prezzo.
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