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Shit happens giovedì, 31 maggio 2007 alle 16:20 E' successo quello che doveva capitare prima o poi: mia sorella e io abbiamo litigato ieri sera. Conclusione? "Vedi di essere educata con me". Già. Sono io che devo venire a patti con gli altri, sono io che mi devo sempre piegare. E' giusto. E' normale. Mai chiedersi perchè sono nelle mie condizioni attuali, che sto ampiamente nascondendo, mai chiedersi come mai da parte mia non c'è rispetto, tutto per scontato. E neanche mi stupisce un pò. Ho appena finito Ubik. Il finale non ve lo anticipo ma è devastante davvero. Ho della gente in casa, parenti e quindi ho meno tempo per aggiornare e occuparmi delle cose che faccio di solito su internet. Se non ci si mettessero anche dei segni che sto leggendo e fanno partire i miei famosi criceti starei molto meglio. Evidentemente la storia non è ancora finita. Non del tutto. Masochista inside... commenti ; commenti ; Permalink; categorie: malinconia, ombre, overthinking
Calling all angels... lunedì, 16 aprile 2007 alle 15:26 commenti (4); commenti (4); Permalink; categorie: musica, malinconia, solitudine
Smisurata preghiera. venerdì, 30 marzo 2007 alle 17:55 ![]() Una splendida canzone dei Soulsavers recita: "Gesù non voglio morire solo". Potrei dire la stessa cosa: Dea, io ti invoco, non voglio morire sola. Perchè dico questo? Vi sembrerà stupido non riesco più a vedere i Simpson. Ogni volta che provo a rivederli c'è qualcosa che mi guasta la visione e che mi intristisce. Nell'episodio di oggi Marge perde la memoria e alla fine riesce a ricordarsi di tutto, tranne di suo marito. Così le sorelle pensano che sia una buona occasione per farle trovare un tipo che loro pensano sia giusto per lei. Ne trova uno che sembra perfetto ma alla fine poi questo scappa non appena lei accenna ai figli. Quello che Homer Simpson dice di sua moglie è talmente bello che sono crollata, sono scoppiata a piangere. Non chiedo molto. Spero di non diventare una persona amara come mia zia e, come ho esordito, spero di non morire sola. Anche se su quest'ultima non ci conto troppo...
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Lezioni. giovedì, 22 marzo 2007 alle 09:18 ![]() Ieri sera ho imparato una dura lezione, sembra che non faccia altro ultimamente. Ho imparato che la gente non è preparata alla generosità incondizionata. Ho imparato che nessuno è veramente pronto alla sincerità totale. Ho imparato che ci sono delle volte che è meglio che stia zitta e che fingo di essere quella che non sono, anche con le persone a cui ho promesso di essere sincera. Ci sono delle volte in cui le persone non vogliono che tu dica loro la verità ma, semplicemente, qualcosa che li faccia stare meglio e tu devi imparare a dire esattamente quelle parole. Ho imparato che non riuscirò mai a superare e a disinnescare il mio riflesso condizionato di chiusura verso gli altri, soprattutto se poi quando mi muovo combino disastri. E' stata una dura giornata di lezioni ed è avvenuto in maniera del tutto inaspettata, da qualcuno di totalmente inatteso. Ed è per quello che la ferita è ancora più cocente del solito.
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Failtè aìonna! domenica, 18 marzo 2007 alle 18:29 ![]() Si è lei, di nuovo lei la mia Hitomi. Perchè metto di nuovo questa immagine a dir la verità non lo so. Ieri era la festa di San Patrizio. Vi ho già raccontato molte cose di questa festa e se volete potete andare a rileggervele (cliccate su S. Patrizio please). E io ho festeggiato come? Andando fuori a cena con Davide. Frenate la vostra gioia non è come pensate. Semplicemente due amici che escono e condividono una passione comune: quella per il sushi. La compagnia è stata ottima, ho fatto un sacco di risate ma...
Non so. Da parte mia non c'è proprio più nulla da fare e la cosa mi rattrista. Mi chiedo se non faccio male ad uscire con lui, mi faccio tremila domande e paranoie. Benvenuti ospiti (questo significa il titolo in gaelico) nella mia mente malata. E sono così d'umore bigio anche per una crisi di pianto che ho avuto stamattina per un film che ho visto dove una bambina andava alla ricerca della verità su sua madre, morta. Crollo totale su tutti i fronti. Vi ricordate quando dicevo che bisogna saper ammettere di aver bisogno di aiuto? Ecco io so. So di aver bisogno di aiuto perchè sono passati due anni e ancora ci soffro come se fosse successo ieri. Ho bisogno di aiuto perchè non credo più in niente e non riesco a far ricorso a quelle risorse che avevo quando lei stava male, alla mia forza interiore che sembra svanita nel nulla. Ma a chi chiedere? Non mi serve un terapeuta, mi serve un amico. mi serve una spalla su cui piangere, mi serve una persona che capisca cosa sta passando e che ne è uscita. Mi serve del calore umano. Ma chi sto prendendo in giro il mio problema è uno solo. E so perfettamente con quale nome chiamarlo... commenti (1); commenti (1); Permalink; categorie: riflessioni, malinconia
Reflection martedì, 13 marzo 2007 alle 11:26 ![]() Ci sono un sacco di cose che mi girano per la testa e sento che devo tirarle giù in qualche modo. A costo di sembrare patetica vi spiegherò che ho maturato nel corso degli anni in cui ho vissuto a stretto contatto con la malattia di mia madre una sorta di riflesso condizionato. Non appena sentivo un rumore che il mio cervello codificava come una fonte di allarme, metteva in moto tutta una serie di meccanismi per cui io, da persona addormentata, diventavo una sveglia e soprattutto pronta ad agire in modo efficiente per perdere il minor tempo possibile cosa che, in un infarto in corso, può davvero fare la differenza tra la vita e la morte. Questo riflesso condizionato l'ho vissuto anche parecchie volte dopo la morte di mia madre e, purtroppo, è accaduto anche stamattina. Come mai dite voi? Mi era sembrato di sentire Birillo stare male cosa che poi non è successo ma l'angoscia non mi ha mollato per un bel pò. Un'altro riflesso condizionato l'ho visto ieri. Un amico mi ha fatto leggere un suo elaborato, una bozza per un post del suo blog che non so se vedrà mai la luce. Me l'ha fatto vedere perchè in un certo senso vorrebbe aiutarmi a uscire fuori dal mio stato attuale. Invece di apprezzare il gesto e basta sono entrata in paranoia ed è venuto fuori il mio meccanismo di chiusura verso gli altri e gli ho chiesto perchè. Dovete sapere che molto tempo fa mi è capitato di riporre la mia fiducia in una persona che non lo meritava. Capita, ed è normale, il problema è che avevo attorno gente che non facevano altro che rimarcare che della gente non ci si può fidare e mi sono chiusa. Ci ho messo del tempo per riaprirmi e non so ancora se mi sono riaperta del tutto. E con mia tristezza mi sono resa conto che è accaduto ieri. Ho rischiato di mettere un muro tra me e una persona il cui unico intento era quello di aiutarmi a stare meglio e di essermi amico. Non era niente di personale: solo un dannato riflesso condizionato di difesa. Temo che sarebbe scattato comunque.
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domenica, 04 marzo 2007 alle 16:27 ![]() Ieri notte c'era l'eclissi e ovviamente non sono riuscita a vederla perchè il mio palazzo è posizionato male. L'unico osservatorio che mostrava le immagini era quello di Siena che era in mezzo alle nuvole. Pazienza. Nonostante non la vedessi però avvertivo che la serata era strana, carica di energia. Infatti sono andata a dormire tardissimo, tipo le tre di notte. E non ha fatto altro che amplificare quello che ho dentro. Mi sento sola. E lo sarei anche in mezzo a una moltitudine di gente. Potrei ovviare uscendo e andando dove c'è più folla ma non farebbe altro che acuire il mio senso di solitudine. Potrei stare anche con le persone a cui voglio più bene, si contano sulle punte delle dita. Ma ci sono certe volte in cui anche queste persone mi risultano insopportabili e il problema non sono loro, sono io. E sono sempre io, mi sento sempre a disagio. Chiacchierando con delle persone su msn, delle belle persone, a volte viene fuori la loro fragilità. Mi sento come nella canzone Vicarious, guardo le sventure altrui dalla distanza. Io sono qui dall'altra parte del vetro e non posso fare quello che mi verrebbe spontaneo: cioè abbracciarli. Far sentire loro che sono vicina. Far sentire qualcosa che a parole è difficile se non impossibile, far sentire l'affetto che provo. Quando succede mi sento la persona più piccola e meschina del mondo. Poi sento le notizie e penso: wow, c'è chi è messo peggio di me. C'è chi è più bastardo di me. Ma chissà perchè la cosa non mi consola affatto.
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domenica, 25 febbraio 2007 alle 17:42 ![]() A volte le parole non sono necessarie. A volte riescono solo a ferire. A volte non riescono a colmare il divario. A volte invece erigono un muro che è difficile spezzare. Sono parole ma scavano dentro e trovano il tuo più punto più debole. A volte non puoi fare altro che stare fermo ad aspettare, a osservare l'evolversi degli eventi. A volte vorresti agire ma sei bloccato perchè non sapresti cosa fare. A volte vorrei semplicemente sparire dalla vita di chiunque ti abbia conosciuto perchè sono troppo alti i danni e le ferite che il tuo passaggio ha lasciato. A volte sei troppo duro con te stesso, a volte troppo indulgente. E maledire quelle volte in cui non sai fermarti, in cui eccedi in tutto quello che fai e in quello che sei e ti senti sbagliato e fuori posto. La sofferenza maggiore è non saper accettare che certi eventi devono andare proprio come stanno andando, e non sapere accettare che alcune persone devono sparire dalla tua vita all'improvviso così come sono apparse...
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mercoledì, 07 febbraio 2007 alle 09:53 ![]() Stamattina avrei delle cose da fare ma, come al solito, non ne ho assolutamente voglia e quindi do libero spazio al mio cervello in costante overdrive. Sono stata ispirata direttamente da Alice che nel suo blog si chiede: cosa volete fare da grande? Come giustamente dice lei è una di quelle classiche domande che si fanno ai bambini. Quando ero piccola avrei voluto fare l'astronoma. Mi piaceva molto l'idea di andare a investigare sullo spazio, sulla composizione dei pianeti e, chissà, trovare altre forme di vita oltre quella qui presente sulla Terra. Poi ovviamente come tutti i sogni della mia vita è svanito nell'aria. Ci sono persone fortunatissime che sono sicure sin da bambini su quale sia il loro talento, quale sia il mestiere che vorranno fare da grande. E ci sono persone, come me, che sono prive di qualsivoglia talento e che, temo, passeranno tutta la loro esistenza a chiedersi cosa faranno da grande. Lo volete sapere adesso quale sarebbe il mio sogno? Semplicemente non essere sola. Avere accanto a me un uomo che mi ama e che ricambio. Non mi interessa la famiglia di tipo tradizionale perchè, come già sapete, il mio concetto di famiglia è ampio e va oltre. Solo per una volta nella vita riuscire a provare quello che ha provato mia madre, trovare la persona con cui sentirmi completa. Temo però che anche questo sogno lo dovrò mettere da parte dove sono stipati tutti quelli che ho fatto finora...
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lunedì, 05 febbraio 2007 alle 16:14 ![]() Della serie ogni tanto ci vuole una sana risata e visto che non riesco a trovare argomenti per mandare avanti la casa vi mostro una mia creazione. Ho trovato un sito carino dove è possibile farvi in versione South Park e quello che vedete qui sopra praticamente sono io. Non ho trovato il tipo di bosco che volevo però meglio che niente. Stavo facendo una riflessione dal sapore amaro: quando ero con Davide mi sarebbe piaciuto tanto che lui condividesse con me questa esperienza. Non mi sarebbe dispiaciuto per niente lasciargli carta bianca su queste pagine, per me sarebbe stata la cosa più naturale del mondo. Solo che a Davide non interessa gli affari degli altri, neanche quando questi erano gli affari della sua ragazza. Mi ha messo una tristezza infinita ma adesso non importa più. Ecco lo sapevo non riesco a essere allegra più di un microsecondo...
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