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Autunno martedì, 22 settembre 2009 alle 17:56 ![]() Tag realizzata seguendo tutorial trovato qui. Chiariamo una cosa: non seguo mai il calendario per quanto riguarda le stagioni preferisco affidarmi a quello che sento. E se c'è una cosa che ho sempre sentito forte è l'arrivo dell'autunno. L'autunno è la mia stagione di elezione visto che in pratica ci sono nata ed è la stagione che più mi rappresenta. E' il periodo dell'anno in cui solitamente mi sento più a mio agio, più calma, più a casa. E' un richiamo fortissimo quello dell'autunno. Ogni anno puntualmente arrivo vicino al mio compleanno e non so che fare. Arrivo vicino a quella data e non ho voglia di celebrarlo. Forse perchè mi guardo indietro e penso di non aver fatto nulla o di non aver lasciato il segno. Quest'ultimo da un po' a questa parte è rientrato. Mi sono resa conto che anche se non voglio accade. E in materia interpersonale sono un po' goffa ma non sono una cattiva persona. Ma il resto rimane. Quest'anno è tutto faticoso, decisioni da prendere e sono stanca dentro. Pensavo di riuscire a salvare qualcosa e invece mi sono resa conto che chiedo troppo a me stessa e che sono troppo dura. I miracoli ancora non sono di dotazione. Sono esausta, sfibrata psicologicamente. E il brutto è che non ho nessuno con cui parlarne. Nessuno di vicino intendo. Mio fratello neanche mi guarda in faccia tra un po'. Mia sorella, boh, è lontana. Le mie amiche minimizzerebbero come al solito. O mi direbbero vai avanti che non sei la sola a stare così. Lo so ma questo non mi consola. Ho semplicemente bisogno di chiudere gli occhi e magari avere qualcuno che prende le decisioni al posto mio. Perchè al momento non ho forza per niente. A Riyu: ho letto il tuo post sulle voci e sul fatto che sono lo specchio dell'anima. Ultimamente la mia voce si è affievolita, è quasi un sussurro e si forse è perchè ho sofferto di raucedine ultimamente. Però temo ci sia anche qualcos'altro... commenti (6); commenti (6); Permalink; categorie: stagioni, ombre, percezioni
Tu più di chiunque altro mercoledì, 05 agosto 2009 alle 17:17 ![]() La donna che vedete ritratta nell'immagine è Miranda July. Già solo da questa immagine ne sono rimasta rapita. Penso che sia il ritratto perfetto della forza ma anche della fragilità tipica femminile. Dovete sapere che questa donna ha esordito nel mondo letterario con una raccolta di racconti chiamata Tu più di chiuque altro. Si tratta di sedici racconti, sedici descrizioni di vita, di amore, di eventi impossibili ma reali, di amore in tutte le sue forme, anche quelle meno belle o desolanti. I personaggi descritti dalla July affrontano la vita in modo goffo, a volte buffo da eterni pesci fuor d'acqua. Un modo che mi ha davvero affascinato moltissimo tanto che mi sono letteralmente divorata questo libro. Consigliatissimo! P.S. Per chi sa, per chi lo ha letto o lo legge ancora: sto seriamente meditando di chiudere le ombre. E questa volta per sempre mi sa. Perchè? Ho fatto un lungo post li dentro, c'è tutto quanto dovreste sapere. Ho avuto la netta sensazione che ormai avesse finito il suo compito. Lo so sono troppo criptica ma è a fin di bene... commenti (6); commenti (6); Permalink; categorie: libri, ombre
A little piece of me... lunedì, 03 agosto 2009 alle 23:39
Considerazioni varie in questi ultimi giorni di silenzio. Sto diradando i rapporti con una persona. Non del tutto perchè ho una cosa che gli appartiene, l'ultimo favore che faccio perchè sono buona e perchè non ce l'ho con nessuno tranne che con me stessa per non aver capito che stavo sprecando le mie energie e per essermi illusa su certe cose. Ma si è qui per imparare no? Quando sono arrivata a casa oggi stava cominciando un temporale con tanto di tuoni e lampi. Dovete sapere che ho un gatto assolu tamente fifone che si imbosca ogni volta che sente i tuoni o un suono che lontanamente glielo ricorda. Eppure nonostante questo Birillo è venuto fuori di corsa dal suo nascondiglio per salutarmi. Poi si è andato a nascondere sotto la sedia dove c'era il mio zaino. E finchè non ce l'ho portato in braccio vicino al letto per farlo imboscare lui se ne stava fuori, da solo, impaurito ma vicino a me. E' questo che mi manca tanto: sentire che qualcuno ha bisogno di me. Ma non mi posso lamentare più di tanto se poi quando poi qualcuno che ho conosciuto su un forum che frequentavo, ancora prima di aprire il blog, mi ha chiesto di incontrarmi e io gli ho detto un secco e scortese no. All alone and bitter, All alone and mad, All alone with someone, And I should be so glad. All alone and twisted, All alone and bad..I really feel quite sad. P.S. La mia ossessione musicale sta durando più del dovuto. La voce di Dave Gahan in questo momento è quello di cui ho più bisogno. Mi passerà prima o poi. commenti (4); commenti (4); Permalink; categorie: ombre, twilight
Clean lunedì, 20 aprile 2009 alle 20:00
Sono tanti i pensieri che circolano per la mia testa in questo periodo. Vi racconterò un episodio del mio passato per far luce su cose presenti che ricorrono troppo spesso. Dovete sapere che la mia famiglia viaggiava spesso per seguire il lavoro di mio padre. Nel 1982 ci siamo trasferiti definitivamente a Genova per non muoverci più. Ho perso le mie amicizie, i miei vecchi compagni di scuola, un po' i miei punti di riferimento. Sono arrivata in una città che ha mostrato da subito il suo volto. Ostile. Sono arrivata in una classe con i gruppetti già tutti ben stabiliti che non vedevano di buon occhio una nuova arrivata, una nuova arrivata che non è mai riuscita ad integrarsi: me. Un pomeriggio mi invitano alla partita della squadra di calcio della mia classe. Pensavo che fosse un'occasione per stringere dei legami di amicizia, per far vedere che mi interessava qualcosa. Con la loro meschineria hanno saputo respingermi. "Vai via, porti sfiga". Non me lo sono fatta dire due volte: sono andata dalla tifoseria della squadra avversaria e ho chiesto: "vi scoccia se mi metto tra di voi a tifare la vostra squadra? Quelli della mia classe dicono che porto sfiga". Ho trovato ragazzini più disponibili e, sapete, la squadra tifata da me ha pure vinto. Ovviamente l'indomani è successo il casino, mi hanno dato della traditrice. Vi racconto tutto questo per far capire come mai io mi aggiro per forumfree con la dicitura "an eternal outsider". Ho sempre pagato per il mio essere fatta a modo mio, per essere quello che sono, per essere completamente libera di decidere il tipo di persone con cui voglio a che fare. Ho sempre pagato il fatto di non voler che qualcuno mi dicesse cosa pensare, come pensare, cosa amare e cosa no. E' stancante trovare sulla mia strada qualcuno che mi faccia sempre scontare tutto questo ma vado avanti. Un'altra costante della mia vita è quella di pagare per le amicizie che ho. Come se non fossi capace di pensare con la mia testa. Certo è che preferisco avere a che fare con persone che mostrano più rispetto per l'animo umano di quelle che invece non ce l'hanno. E se devo perdere qualcuno per questo pazienza, vuol dire che non ne valeva la pena. Non eri gran che. Non come persona, non come amico. Ho incontrato un mio vecchio compagno di classe delle superiori. Mi ha chiesto cosa facessi, si parlava di lavoro e gli ho detto della mia situazione. Mi ha detto: "sono convinta che ce la farai. Mi hai sempre dato l'impressione di essere una persona forte". E pensare che a scuola non mi sentivo per niente forte. Sto facendo pulizia tra i miei contatti msn. E' inutile che tenga il contatto di persone che non parlano con me. Non mi interessa saperne il perchè, immagino che ognuno di loro abbia i loro buoni motivi per farlo e lo accetto. Ho cancellato, non bloccato. Lascio la porta aperta per la comunicazione, se è quello che volete, quello che desiderate. Ma se non è vostro desiderio non vi costringo, non è nelle mie corde. Clean, the cleanest I've been...
commenti (9); commenti (9); Permalink; categorie: riflessioni, ricordi, ombre
Nothing is impossible sabato, 18 aprile 2009 alle 15:39 ![]() Si ringrazia Oleg Reshetnyak per la splendida immagine “Dammi una ragione, un segno qualsiasi, avrò bisogno di un miracolo che mi aiuti questa volta. Ho sentito quello che hai detto e mi sento sempre lo stesso. So nel mio cuore che devo cambiare. Anche le stelle stasera sembrano brillare di più, nulla è impossibile. Coem abbiamo fatto a dividerci così tanto? Ancora un'occasione, riniziamo da capo. Voglio stare con te, voglio avere qualcosa da condividere, voglio stare qui. Io non sono li. Anche le stelle stasera sembrano brillare di più, nulla è impossibile. Credo ancora nell'amore a prima vista, niente è impossibile. Se tu credi nell'amore a prima vista, nulla è impossibile. Io credo ancora nell'amore a prima vista. Nulla è impossibile...”
Esistono in un disco le cosiddette perle, quelle di cui ti invaghisci sin dal primo ascolto. Poi ne senti la versione demo e le ami ancora di più. Una delle cose più belle di Sound of the universe, oltre al disco in sè, di cui presto parlerò, è che esiste una versione deluxe con tanti contenuti molto interessanti. Canzoni che non sono finite sul disco ma che secondo me avrebbero pure meritato ampiamente e versioni demo. Tra le varie c'è questa. Mi fa letteralmente a pezzi il cuore. Avevo un sacco di cose da dire in mente su questo pezzo, sulla tristezza e sulla malinconia che esprime. Quel "nulla è impossibile" cantato a denti stretti perchè non è davvero quello in cui si crede. E' il canto di un uomo che le ha viste davvero tutto, un sopravvissuto che ormai ha perso ogni illusione. "Nulla è impossibile"... non ci credi davvero. Non è quello che pensi. Hai visto che ormai ci sono eventi nella tua vita vissuti, occasioni perdute, persone che sono uscite dalla tua vita con la stessa facilità con cui sono entrate e vorresti ritrovare una sorta di innocenza, una speranza, un miracolo che ti aiuti. I giochi sono fatti ormai e "niente è impossibile" è solo una favola, un'illusione, una frase priva di senso... Sconsigliato agli ipersensibili. commenti (2); commenti (2); Permalink; categorie: musica, ombre
Aspetto qui pazientemente... martedì, 14 aprile 2009 alle 17:20
“Weeks turn into months
Months turn into years Reaching the same conclusions Gathering up the fear Leaving the same delusion Gathering up the fear Le settimane diventano mesi, i mesi anni per arrivare alle stesse conclusioni. Amplificando la paura. lasciando le stesse delusioni Amplificando la paura.” E' il secondo pezzo che amo di questo disco. La musica è graffiante, abrasiva, il testo non è da meno. L'invocazione di un essere umano alla persona amata, una persona che sta per perdere. Ti prego ritorna. Io sono qui, aspetto pazientemente. C'è tutto il carico di dolore per le incomprensioni, per la freddezza, per la comunicazione mancata. Il tempo passa e amplifica il distacco, la paura. Quel "Gathering up the fear" cantato con una forza e una disperazione alla fine che mi smuovono dal profondo. Brividi intensi che corrono su e giù per la spina dorsale. Non dovrei cantarla troppo, sono ben conscia del pericolo dei ritorni. Eppure quando la sento le mie labbra si muovono a formare le parole del testo. Niente paura Krishel: nessuno tornerà nella tua vita a meno che tu non lo voglia... commenti ; commenti ; Permalink; categorie: musica, ombre, sounds of the universe
Various... sabato, 30 agosto 2008 alle 15:40 ![]() Ho fatto un altro piccolo ritocco alla casa. Voi non lo vedrete, forse me ne accorgerò io a fine post. Vediamo se funziona. Da anteprima sembra funzionare. In pratica ho detto alla mia cara casa di giustificarmi da sola l'allineamento dei miei post. Pensavo di aver trovato il programma che fa per me, non so ancora se sia vero. Ho provato anche a guardare il sito che Subway mi ha gentimente consigliato sui css. Mi sa che dovrò leggermeli per benino perchè ad una prima lettura non ci ho capito molto. Però vediamo. Nella mia mente ho in preparazione diverse cose: una recensione dell'ultimo degli Elbow, una recensione sui Balanescu Quartet,una mia passione del passato, la celebrazione del mio terzo anno di blog (quella avverrà comunque a tempo debito) però rimangono lì. Non riesco a trovare la forma adatta per parlarne. Ieri mi sono ritrovata a rivelare uno spaccato del mio passato con una persona di cui mi fido ciecamente e, nel frattempo, interpretavo il sogno di un'altra persona. Quando mi chiedono come faccio a essere precisa e a individuare i simboli giusti rispondo: non lo so. Dico sul serio, io non lo so. E' come se avessi una sorta di pendolino interiore che mi dice dove guardare. La stessa cosa succede anche con i sentimenti degli altri. A volte stupisco per la mia precisione. Non lo faccio apposta, io sono così. Peccato che poi quando si tratta di vedere più chiaro dentro di me questa mia visione si fa nebulosa, tanto a volte da prendere delle belle facciate sul muro. Probabilmente il motivo è che ho dei preconcetti su me stessa e ci sono cose che non riesco ad ammettere, cose che non voglio vedere. E intanto il tempo passa. Un'altro giorno, un'altro rituale, tutto come sempre. Mi ritrovo a Genova invece che a Bologna come pensavo in un primo momento. Non ho nè la testa, nè il cuore di muovermi e incontrare la gente. Sto diventando sempre più una creatura solitaria anche se questo non vuol dire che mi faccia piacere. Dalle mie parole spesso esce fuori lo specchio di una persona diversa dalla realtà. Sembro una persona saggia e decisa, con le idee chiare su cosa penso del mondo e dei sentimenti. In realtà io non so assolutamente nulla e non ho vissuto nemmeno un unghia della vita che avrei potuto vivere. Arrivata qui stanca, sempre più vicina al mio 35esimo compleanno... commenti (3); commenti (3); Permalink; categorie: riflessioni, ombre
Red rain is falling down... mercoledì, 13 agosto 2008 alle 11:03 ![]() Si ringrazia orangedreamer per la splendida immagine
E' il mio primo giorno di ferie e sono sveglia dalle otto e mezza. Maledetta abitudine che mi fa alzare per andare a lavorare. Cerco di togliere Birillo dal mobile che contiene il pc per evitare che mi mordicchi i fili e, innavvertitamente, lo faccio partire. Mi connetto. Poco dopo parte un temporale di quelli estivi e la mia creatura si nasconde sotto il letto. Faccio il giro dei blog e dei forum consueto, chiacchiero con l'unica persona sveglia presto. Poi decido che è il caso di scrivere una e-mail. L'ennesima di quelle per cui è difficile trovare le parole giuste, ammesso che esistano, ma che devono essere scritte. Il mio oroscopo ieri aveva detto di rimandare i chiarimenti e così ho fatto. Ma non credo che sarà servito a molto. Smette di piovere. Penso che il mio piccino abbia sentito la mia tristezza, esce dal letto, ed è lieve e confortante la carezza del suo corpo caldo contro le mie gambe. Mi verrebbe voglia di non andare a nessun concerto, nemmeno a quello di Bologna. Sto temporeggiando troppo per chiamare quei maledetti alberghi. E mi dispiace perchè Laura mi ha fatto il regalo di compleanno per quello. Però la mia voglia è quella di chiudermi e non andare da nessuna parte e non vedere nessuno. Sono le undici di mattina, adesso mi vesto e scendo a fare un pò di spesa. Non mi sembra vero che per una volta possa fare le cose senza andare troppo di corsa. Sono giorni particolari questi. Mi passerà. Forse...
commenti ; commenti ; Permalink; categorie: ombre, twilight
Ho perso... domenica, 02 marzo 2008 alle 18:41 commenti (1); commenti (1); Permalink; categorie: silenzio, ombre
Giorno fragile. giovedì, 10 gennaio 2008 alle 20:33 ![]() Conierò una nuova espressione e spero che non l'abbia inventata nessuno prima di me. Mi trovo in un "giorno fragile". Mi sento fragile oggi, basta un niente e crollo. Mi basta il titolo di una canzone, un complimento trovato in un blog, una parola detta in un certo modo, crollo e scoppio a piangere. Non sono lacrime di tristezza, sono i cocci che la mia anima lascia in giro perchè toccata da qualcosa di indefinibile. E per certe cose le parole non sono necessarie. Ci sono stati eventi buoni, dolci, incontri inaspettati e anche piccoli orrori, gesti che hanno provocato il mio disgusto.
E' un giorno fragile. Eppure è così forte... P.S. Buon compleanno papà, ovunque tu sia. commenti (1); commenti (1); Permalink; categorie: auguri, ombre
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