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Here comes the rain
mercoledì, 16 gennaio 2008 alle 11:50

Si ringrazia x-horizon per la splendida immagine.

"Piove, senti come piove, madonna come piove, senti come viene giù." Se non fosse altro che Genova si blocca ogni maledetta volta che piove, si è aggiunta pure la manifestazione dei metalmeccanici a bloccare il traffico. Insomma ci ho messo di più del solito ad arrivare in ufficio. Oggi è una di quelle giornate che me ne starei volentieri a casa e invece sono qui. E ho tremila cose da fare: fotocopie (e io che mi picchio letteralmente con la macchina fotocopiatrice perchè spesso e volentieri si inceppa la carta) ritirare una raccomandata, ritirare un documento in centro per una gara. La cosa positiva di quest'ultimo è che ne approfitto per andare a ritirare un libro che avevo prenotato in biblioteca e che ieri sera mi hanno telefonato per dirmi che era arrivato. E diavolo ma perchè la radio mi ripropone i duellanti? E' un segnale, io lo vedo come un segnale. So che dovrò difendermi ancora una volta. Krishel per favore pensa alle belle cose. Ieri sera ho messo le mani sul nuovo disco dei Bauhaus. Non è male. Devo riascoltarlo ben bene però per dare un giudizio definitivo. Che bello godermi lo stupore di Spirit che non credeva fosse vero e la gioia pura di un mio amico in ascolto. Sembrava un bambino in un negozio di giocattoli. E' bello sentirti con quell'energia. Propongo una petizione per tutti i fan di Peter Gabriel: firmiamo per il suo ritorno sulle scene musicali con un nuovo disco. E diavolo non puoi farci aspettare di nuovo dieci anni, dai su, un pò di decenza. Qui c'è gente che aspetta trepidante e sofferente. Ritorno alle mie fotocopie che è meglio. Tono da puffo quattrocchi, un immagine perfetta per me: sono bassa e ho gli occhiali.

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Pure morning
lunedì, 14 gennaio 2008 alle 11:16

Sto perdendo la fantasia per i titoli, pazienza. E' mattina, sono in ufficio, sto ascoltando Radio Capital e ho molti pensieri in testa. Cosa che mi blocca in particolar modo. Di solito quando scrivo qui dentro, raccolgo le mie riflessioni e decido con cura di cosa parlare. Sta capitando troppo spesso invece di trovarmi bloccata nell'espressione dei miei pensieri. E continuo, vediamo quello che viene fuori. Vi chiederete cosa stanno tramando i miei criceti in costante overdrive. Allora vediamo: ho ritoccato le mie 31 canzoni mettendo il link a video di youtube in modo che voi possiate ascoltarle, nel caso in cui non le conosceste. Purtroppo non ho trovato riferimenti per Martin Grech, De Andrè e i Neubauten. Pazienza. Rivedendo le canzoni ho pensato che non sono proprio un'allegrona. Ieri pomeriggio ho messo le mani sul libro "Vita da blog". A parte il sorriso silenzioso e la piccola sodisfazione di essere stata scelta insieme ad altri, ho avuto l'illuminazione del perchè è stato scelto il mio post. Semplicemente è servito ai curatori dell'opera come conferma di una delle loro tesi psico-sociali. Stamattina alla radio hanno parlato di Vince Tempera, delle sue sigle per cartoni animati e di Ufo robot. E' una cosa prevedibile: si parla di cartoni animati giapponesi di un certo periodo e tutti quanti si ritrovano a parlarne, a mandare messaggi, a interagire insomma. Soprattutto se sei della generazione settanta come me. Ho scoperto con mio rammarico che devo riconsegnare i libri in biblioteca perchè ho sforato il tempo permesso. Peccato perchè primo non finirò il libro "Io sono un gatto", ma quel che è peggio, non riuscirò a leggere "I ragazzi di Anansi" che, da quel poco che ho letto spiluccando, era meritevole. Pazienza. Ho anche scoperto che ieri non solo era il compleanno di mia sorella e della madre di Davide ma anche di Aglaja. Buon compleanno tesora. E incomincio a meditare di cambiare il template. Ma devo trovare l'immagine giusta. Sempre a base acqua. As I am...

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categorie: overthinking


Wide open
sabato, 15 dicembre 2007 alle 18:05

Erano giorni che meditavo una decisione e l'ho presa. Chi mi conosce sa cosa intendo. Ho le mie paure ma dentro di me so che faccio bene e che non devo nascondermi. Sono tranquilla per ora ed è un sentimento che mi porto finchè dura. Ho il cuore aperto e mi auguro stavolta di non far brutti incontri. Era vuoto e pian piano si riempendo nuovamente. C'è speranza. O forse semplicemente è l'atmosfera che sto respirando in questi giorni. C'è qualcosa nell'aria ma non riesco a dare un nome a quello che sento. In fondo è poi così importante? Chissà.
I'm open again. I'm so scared but I don't care...

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categorie: luce, overthinking


Dying inside
mercoledì, 12 dicembre 2007 alle 12:41

Si ringrazia SkyIllusion per la splendida immagine
Come al solito non ho trovato una versione decente della copertina del libro e non ho voglia di fare lo scanner. Dying inside è il titolo originale di Morire Dentro di Robert Silverberg. Lui è uno degli autori di letteratura di anticipazione che amo di più. Se volete qualche informazione su di lui cliccate sul nome. La storia del libro che sto leggendo è questa: "
Manhattan, anni Settanta. Il quarantenne David conduce apparentemente una vita piatta: non ha un lavoro né relazioni significative. In realtà fin dall'infanzia David ha il dono e la condanna di saper leggere nei pensieri della gente e da anni impiega il suo potere per aiutare gli studenti dell'università, scrivendo per loro tesine personalizzate in base allo stile e al grado di intelligenza di ciascuno. Questa straordinaria capacità è tutto ciò che David possiede; per questo motivo, quando si accorge che la sta perdendo è come se iniziasse a morire. Si aggrappa allora ai ricordi più intensi della sua vita: i rapporti umani e lavorativi con gli studenti, la relazione con la sorella adottiva, morbosa fin quasi ai limiti dell'incesto, l'incontro con un altro essere telepatico che però usa spregiudicatamente il proprio potere per fare carriera. In un susseguirsi di flashback e di storie, emergono la forza e la fragilità di David, l'ossessiva maledizione legata alla sua telepatia, la sua visione originale del mondo." (trama presa da ibs) Tutto scritto con la classica sapienza che ha questo autore. Mi sono accorta, con mio grande sgomento, che lui nel 2006 ha scritto un libro che io non ho letto e quindi parte la caccia ferocissima. Per il resto: ho mal di testa feroce, vado in centro sperando di trovare gli ultimi regali da spedire. I primi due sono partiti ieri. E spero che, nonostante lo sciopero, arrivino in tempo. Ho anche allegato ai regali dei bigliettini con qualcosa scritto da me. E mi sono ritrovata comunque a pentirmi delle parole che ho scritto, in un caso. Devo smetterla di aver paura della mia sincerità e dei fraintendimenti. Se non smetto diventerà sempre più impossibile vivere...

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categorie: libri, overthinking


Nei miei panni
giovedì, 29 novembre 2007 alle 12:36


Vorrei parlarti delle cose che mi hanno portato a soffrire in passato, ma persino il Signore arrossirebbe..
Gli innumerevoli banchetti distesi ai miei piedi, i frutti proibiti da mangiare...Ma il tuo cuore farebbe accelerare i battiti. Adesso non sto cercando assoluzione o perdono per le cose che faccio. Ma prima che tu giunga a qualsiasi conclusione prova a metterti nei miei panni. Ripercorrerai le mie stesse orme e manterrai gli stessi impegni che ho preso. Se proverai a metterti nei miei panni. Prova a metterti nei miei panni. La moralità aggrotterebbe le sue ciglia e la decenza guarderebbe dall’alto in basso. Il fato ha fatto di me un capro espiatorio ma prometto adesso, mio giudice e giurati. E le mie intenzioni non sarebbero potute essere più pure. Il mio caso è facile da considerare. Non sono in cerca di una coscienza più pulita o di pace interiore dopo quello che ho passato. E prima di parlare di qualsiasi pentimento, prova a metterti nei miei panni. Ripercorrerai le mie stesse orme e manterrai gli stessi impegni che ho preso. Se proverai a metterti nei miei panni. Prova a metterti nei miei panni. Adesso non sto cercando assoluzione o perdono per le cose che faccio Ma prima che tu giunga a qualsiasi conclusione, prova a metterti nei miei panni. (Libera traduzione del testo dei Depeche Mode)

A volte manca la comprensione dell'altro. Mettiti nei miei panni e vedrai che farai gli stessi errori che ho fatto io e ripercorrerai il mio stesso cammino. Ma è facile troppo facile puntare il dito, giudicare, mettere il marchio di infamia senza nessuna possibilità di redenzione o di comprensione. E cala il silenzio. Quel maledetto silenzio che tende ad atrofizzare qualsiasi comprensione tra persone che si sono amate. In tutti i modi possibili.
I miei criceti hanno messo il boost...

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categorie: overthinking


World in my eyes.
lunedì, 26 novembre 2007 alle 11:55
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Lascia che ti conduca in un viaggio, attorno al mondo e ritorno. E non ti dovrai muovere, stai pure seduto li. Lascia che sia la tua mente a camminare e il mio corpo sarà il narratore. Lasciami mostrarti il mondo che ho nei miei occhi. Ti porterò alle vette più alte e agli abissi più profondi del mare. E, credimi, le mappe non ci serviranno. Lascia che sia il mio corpo a fare il viaggio per te e le mani ti addolciranno la via. Voglio mostrarti il mondo che ho nei miei occhi. E' tutto qui, non c'è altro da sentire ora. Lascia che ti metta su una nave per un lungo, lungo viaggio. Tutte le isole nell'oceano, tutto il cielo in movimento...
Let me show you the world in my eyes.
(Libera traduzione del testo dei Depeche Mode)
Il mondo nei tuoi occhi, nei miei, in quelli di chiunque stia al mondo. La storia scritta negli occhi di ognuno di noi. E come vorrei che tu vedessi te stesso come ti vedo io. La stessa luce. Ma non posso chiedere questo perchè, come te, non mi vedo. L'incontro di sguardi rivelatore... sei tu? Are you the one? Uno sguardo, un mondo segreto. Sarà per quello che solo i bambini tollerano di essere guardati apertamente negli occhi? Chissà...

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categorie: percezioni, overthinking


A test
mercoledì, 07 novembre 2007 alle 15:02

Girando per internet ho trovato sul blog Il disinformatico un simpatico test con le immagini. C'è da riconoscere quali di queste sono vere e quali no. E le sorprese non sono poche. Volete testare la vostra capacità di osservazione? Andate qui.
Si sono di nuovo priva di ispirazione e se non bastasse il silenzio di questi giorni di un amico mi sta facendo impensierire. La mia mente puramente paranoide mi fa pensare che ci sia qualcosa che ho detto o che ho fatto e che l'ha offeso. Aspetto ancora un pò digiorni per vedere se il silenzio continua e poi glielo chiederò direttamente. Se ho sbagliato voglio saperlo e voglio poter riparare. Ci tengo.

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categorie: immagini, just a test, overthinking


Blocchi
venerdì, 06 luglio 2007 alle 15:03

Penso che non ci sia cosa peggior del blocco creativo. Come ben sapete io sono divisa in due e se da una parte c'era la felicità e la gioia per un evento bellissimo, dall'altra parte si agitava tutto un marasma di pensieri che non ne voleva assolutamente sapere di venire fuori. Oggi, non so perchè, c'è stata la svolta e sono riuscita a buttare giù quanto pensavo. Però odio quando succede di avere pensieri da esprimere e non trovare il modo per farlo. Sono una persona che ama scrivere senza nessuna velleità, non mi ritengo un'artista, non una grande scrittrice e neanche un'onesta mestierante perchè non mi pagano per questo. Ho questo talento, forse, è un qualcosa che qualcuno ha mostrato di gradire. Però posso capire quando gli artisti soffrono di blocco creativo. E' oltremodo fastidioso. Un saggio una volta mi ha detto che se esiste un blocco è per un motivo, perchè dobbiamo imparare qualcosa. Non è divertente inseguire i criceti che vagano per la testa e che non hanno nessuna intenzione di farsi prendere...
(Angolo deliri gentilmente offerto dalla Krishel Prod.©)

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categorie: overthinking


Shit happens
giovedì, 31 maggio 2007 alle 16:20
E' successo quello che doveva capitare prima o poi: mia sorella e io abbiamo litigato ieri sera. Conclusione? "Vedi di essere educata con me". Già. Sono io che devo venire a patti con gli altri, sono io che mi devo sempre piegare. E' giusto. E' normale. Mai chiedersi perchè sono nelle mie condizioni attuali, che sto ampiamente nascondendo, mai chiedersi come mai da parte mia non c'è rispetto, tutto per scontato. E neanche mi stupisce un pò. Ho appena finito Ubik. Il finale non ve lo anticipo ma è devastante davvero. Ho della gente in casa, parenti e quindi ho meno tempo per aggiornare e occuparmi delle cose che faccio di solito su internet. Se non ci si mettessero anche dei segni che sto leggendo e fanno partire i miei famosi criceti starei molto meglio. Evidentemente la storia non è ancora finita. Non del tutto. Masochista inside...

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categorie: malinconia, ombre, overthinking


Krishel shadows.
martedì, 27 marzo 2007 alle 10:25
Ho letto una storia in un blog. So che non era riferita a me, ma comunque mi ha fatto riflettere. Mi ci sono vista molto. E' la storia di una persona che ha la dote di essere un buon amico, ma questa dote si è trasformata in un incubo. In questi giorni ho riflettuto molto sulla mia idea di amicizia, sul fatto che troppe volte dovrei imparare a farmi i cazzacci miei, che troppe volte dovrei imparare a stare zitta e a non dire quello che mi passa per la testa. Le persone possono equivocare, possono pensare che ci sia chissà cosa dietro le mie parole e invece non c'è nulla. Hanno ragione i Depeche a cantare che a volte le parole sono inutili, che a volte le parole riescono solo a ferire. Come si fa a capire quando è tempo di tacere e quando invece parlare perchè è quello di cui il tuo interlocutore ha bisogno in quel momento? Inoltre ho visto troppo spesso che la fragilità è una brutta bestia e, non è come dice Shakespeare, non sempre il suo nome è donna. Anzi. Madre Terra mi ha messo sulla strada uomini fin troppo fragili che avrebbero bisogno di un pò di sana autostima. Parlo proprio io che da questo punto di vista sono messa in maniera tragica. Si rischia di rovinare anche le cose più belle che ci capitano perchè semplicemente non ci crediamo. Non crediamo che queste possano accadere per noi, che siano per noi e, di fatto, in qualche modo le roviniamo. Ci mettiamo i bastoni tra le ruote da soli...
P.S. Fermate quei criceti!

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categorie: riflessioni, overthinking

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