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Just listen.
mercoledì, 30 aprile 2008 alle 17:21

Quando dico che devo poter immedesimare in qualche personaggio di un libro non intendo dire che devo sentire quello che sente il personaggio, altrimenti non mi godrei la storia. Intendo dire che devo potermi immergere completamente nella storia. Altrimenti non c'è gusto. Deve accadere un pò come stamattina: ero così intenta nella lettura che a momenti perdevo la fermata dell'autobus. E non è la prima volta che mi accade. Quando avviene questa magia, eh beh signori sono davvero dei bei voli mentali. Oggi ho ripreso ad ascoltare il disco di Julia Kent, Delay e la sua atmosfera mi ha riportato alla mente la dolcezza e la forza della mia Hitomi. Per quanti ancora non lo sapessero: c'è un'altro anime a cui sono legata in modo particolare. Forse di più di Evangelion e di Rei: Il cielo di Escaflowne. Hitomi è la protagonista di questo anime. E potrete capire il perchè cliccando sul link che vi ho dato. Ma non è questo quello di cui volevo parlare. Questo anime ha fatto presa non solo per la sua infinita poesia ma anche per una colonna sonora sognante. Pensavo non fosse possibile ritrovare la stessa ddolcezza e la stessa poesia ma mi sbagliavo: l'ho ritrovata nel 2007 con Delay e Julia Kent. Spazzate dalla mente qualsiasi pensiero e andate con la mente nella sala d'attesa di un aeroporto. Una violoncellista si annoia in attesa del suo aereo da prendere e così accenna delle arie con lo strumento. Per tenersi allenata, per non sentire la tensione del concerto che a breve dovrà eseguire, per non sentire incessanti e noiosi i minuti dell'attesa che passano. E ne esce fuori un'opera dolce, forte, particolare. E' come l'intera umanità in viaggio, non sai mai chi ti ritroverai ad osservare. C'è chi osserva con lentenza gustandosi la varietà umana, l'unione e incontro di colori, personalità, vestiti, profumi; la fretta e l'urgenza di arrivare in tempo per la partenza, l'eleganza dello staff del personale. “Delay” è stato registrato nel corso di un anno – o quasi-, a casa, nei momenti di pausa tra i viaggi e gli spostamenti. Dopo aver suonato troppi anni con altri, Julia si sentiva pronta, sentiva l'esigenza di fare qualcosa completamente da sola; è quindi lei sola ad aver composto e suonato i brani dell’album. Il titolo, “Delay”, significa sia attesa, sia ritardo, ed esprime infatti sia il viaggiare, sia il tempo occorso per la registrazione. Fatevi un favore: chiudete tutto, zittite tutto, accendete lo stereo o il lettore e godetevi questa meraviglia.

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categorie: musica, percezioni


Riflessi
giovedì, 20 marzo 2008 alle 15:55

Sto attraversando una sorta di stanca. Non riesco a trovare lo stimolo giusto, l'argomento giusto da raccontarvi e quindi sto zitta. La mia vita procede più o meno sempre uguale: ufficio, casa, internet, cucina, stira, lava etc, etc. Niente che possa essere raccontato a dir la verità. Ogni tanto mi concedo qualche passeggiata in centro a caccia di libri. Ieri oltretutto c'era pure la fiera del libro, con mia grande sorpresa, anche se non ho trovato cosa cercavo. Pazienza. Cammino e incrocio con la vista un giovane emo. Mi fa sorridere, sta cercando il suo posto nel mondo, la sua identità con un qualcosa comunque poco personale. Se penso che quella spinta io alla sua età nemmeno sapevo cosa fosse. Con il senno di poi avrei potuto provare a diventare una goth, una emo. So già cosa state pensando: è una mascherata dai. Non sarebbe molto diverso dalla maschera che mi tocca portare tutti i giorni, e la portate anche voi, che lo vogliate ammettere oppure no. Stamattina via msn una persona mi ha chiesto: "ma oggi è l'ultimo giorno d'inverno?" Risposta mia: per voi comuni mortali che seguite il calendario ufficiale, si. A dir la verità per me l'inverno è finito abbondantemente da metà febbraio, Madre Natura quest'anno ha fatto le cose in anticipo. Poco male, decide sempre Lei per tutto. Ho iniziato un nuovo libro e ve ne racconterò prima o poi. Forse la confusione nella mente e nel cuore si sta un pochino diradando. Ultimamente ho avuto modo di rileggere la Shadow Land e di guardare il riflesso della mia passata disperazione. E mi dicevo: che differenza da allora. Mi chiedevo come togliermi una persona dal cuore e la risposta la sto ricevendo in questi giorni: non è possibile perchè qualcosa dentro ti rimarrà comunque, nonostante il dolore provato, anche se decidi di andare avanti e di lasciarti quegli eventi alle spalle. Ma dal dolore si è passati a una luce formidabile. C'è qualcosa che mi fa sorridere ora, qualcosa che mi scalda dentro, qualcosa che mi rende capace di guardare l'immagine riflessa nello specchio e commentare, tra me e me,: "ma guarda quanto sono carina". E voi sapete che non sono una che si autoelogia facilmente. Comincio a subire la pressione dell'attesa da concerto. Mi mancava questo sentimento, bentornato...

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categorie: percezioni


Sensazioni
sabato, 23 febbraio 2008 alle 08:55

Solo una mia sensazione ma quest'anno la primavera sembra stia arrivando prima del tempo. E' qualcosa che sento nell'aria, qualcosa che sento dentro di me. Sarò molto ondivaga oggi, prendetemi come mi trovate. Di fronte alla mia finestra c'è un'asilo ed è un posto con degli alberi, alcuni sono anche dei sempre verdi. Sono due mattine che mi sveglio con il pigolio di uccellini. Deve essere pieno di nidi.Stanotte ho sognato di essere assieme a una mia amica che prendeva possesso del suo nuovo studio e quando aprivamo la porta ci sono venuti incontro un cricetino e un  micino. E tutto intorno era pieno di gabbie con uccellini, criceti e altre bestie varie. E lei era contentissima. Sto leggendo davvero un bel libro. Ci sono tutte le cose che io amo di più: giochi di parole, espressioni dialettali, narrazioni di vita. Solo un episodio mi ha fatto tornare alla mente un sacco di ricordi. Uno dei protagonisti del libro viene preso dalla smania del fai da te. E l'autrice, nel raccontarlo, dice: le donne sposate a maniaci di questo tipo sanno cosa vuol dire. Mio padre era uno di quegli uomini. A casa mia ho due librerie, una scrivania e altri due mobili fatti da mio padre. Sono belli, pratici, robusti, resistenti. Ho tanti ricordi legati a quella passione: la mamma che si arrabbiava perchè lui sporcava dappertutto, le sue arrabbiature quando non portavo a casa quello che mi chiedeva ma anche vari piccoli incidenti, alcuni potevano essere anche pericolosi. Ma la cosa più dolce e struggente è avvenuta il giorno in cui hanno aperto Castorama da noi. Purtroppo mio padre non ha fatto in tempo a vederlo. La prima volta che ci siamo stati mia madre, mio fratello ed io, abbiamo visto il negozio e ci siamo scambiati un lungo sguardo malinconico. Tutti e tre stavamo pensando la stessa cosa: papà sarebbe impazzito per un negozio del genere...

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categorie: ricordi, sogni, percezioni


Frail
giovedì, 07 febbraio 2008 alle 10:51

Ho varie cosa da dire. Con calma e sangue freddo. Mi sono resa conto di esser fatta di pasta frolla. Sto seguendo le vicende di una dolce micia, le seguo da quando lei era una adorabile cucciolotta, e ultimamente era stata poco bene. Ho chiesto in privato notizie alla sua amica. Stamattina mi ha contattato per dirmi che va tutto per il meglio. Ci credete che mi sono commossa per il sollievo? Sono proprio fatta di pasta frolla come il biscotto che vedete lassù. Ho finito il libro di Foer "Molto forte, incredibilmente vicino". Dopo pochi giorni dalla morte del padre, una delle tante vittime delle torri gemelle, Oskar fa una scoperta nella stanza degli attrezzi: una chiave dentro una busta con scritto Black. Da qui parte la ricerca di cosa possa aprire quella chiave fino all'inaspettata soluzione. Foer ha la caratteristica di descrivere argomenti emotivamente carichi con una leggerezza unica. E' un libro sulla rielaborazione del lutto, il viaggio di Oskar alla ricerca di un senso per tutto: per la vita, la morte, l'amore e avviene anche attraverso le storie di tutti i Black e della sua famiglia. Ma è anche una riflessione sul potere della fantasia, della creatività che ti rende possibile superare qualsiasi difficoltà.
Stamattina non so perchè ho difficoltà a scrivere. Sento che le parole mi escono fuori a fatica. Domani sono di nuovo a caccia, vediamo cosa ha in serbo per me l'angelo dei libri.

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categorie: libri, percezioni


Here comes the rain
mercoledì, 16 gennaio 2008 alle 11:50

Si ringrazia x-horizon per la splendida immagine.

"Piove, senti come piove, madonna come piove, senti come viene giù." Se non fosse altro che Genova si blocca ogni maledetta volta che piove, si è aggiunta pure la manifestazione dei metalmeccanici a bloccare il traffico. Insomma ci ho messo di più del solito ad arrivare in ufficio. Oggi è una di quelle giornate che me ne starei volentieri a casa e invece sono qui. E ho tremila cose da fare: fotocopie (e io che mi picchio letteralmente con la macchina fotocopiatrice perchè spesso e volentieri si inceppa la carta) ritirare una raccomandata, ritirare un documento in centro per una gara. La cosa positiva di quest'ultimo è che ne approfitto per andare a ritirare un libro che avevo prenotato in biblioteca e che ieri sera mi hanno telefonato per dirmi che era arrivato. E diavolo ma perchè la radio mi ripropone i duellanti? E' un segnale, io lo vedo come un segnale. So che dovrò difendermi ancora una volta. Krishel per favore pensa alle belle cose. Ieri sera ho messo le mani sul nuovo disco dei Bauhaus. Non è male. Devo riascoltarlo ben bene però per dare un giudizio definitivo. Che bello godermi lo stupore di Spirit che non credeva fosse vero e la gioia pura di un mio amico in ascolto. Sembrava un bambino in un negozio di giocattoli. E' bello sentirti con quell'energia. Propongo una petizione per tutti i fan di Peter Gabriel: firmiamo per il suo ritorno sulle scene musicali con un nuovo disco. E diavolo non puoi farci aspettare di nuovo dieci anni, dai su, un pò di decenza. Qui c'è gente che aspetta trepidante e sofferente. Ritorno alle mie fotocopie che è meglio. Tono da puffo quattrocchi, un immagine perfetta per me: sono bassa e ho gli occhiali.

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categorie: dolore, percezioni, overthinking


Wheel of time.
lunedì, 03 dicembre 2007 alle 12:04

Il tempo passa e ci ritroviamo a dicembre. I negozi sono già addobbati a festa per Natale. Se penso a quando anche io ero dietro la barricata, quando lavoravo nei negozi. Chi non ci lavora non ha idea della mole di lavoro che c'è dietro. Dall'allestimento delle vetrine a tutto il resto. Consigliare il regalo giusto, cercare di stare al passo con il materiale da vendere, stando attenti che non manca nulla. Si attacca al mattino e di finisce la sera. Sei fortunato se hai qualche minuto libero per sbocconcellare qualcosa. Ne vedi di tutti i colori. Il regalo è qualcosa che ossessiona le persone, coloro che lo vivono come un obbligo e non come un piacere. Per me il regalo è sacrosanto, un piacere da fare e non aspetto le feste comandate. Soldi permettendo io, se potessi, farei spesso dei regali alle persone a cui voglio bene. E' nella mia natura. Il tempo passa e Yule si avvicina. Eppure ancora non lo sento arrivare dentro di me. E già con il pensiero volo. Volo e cerco le idee per i miei doni...

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categorie: ricordi, percezioni


World in my eyes.
lunedì, 26 novembre 2007 alle 11:55
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Lascia che ti conduca in un viaggio, attorno al mondo e ritorno. E non ti dovrai muovere, stai pure seduto li. Lascia che sia la tua mente a camminare e il mio corpo sarà il narratore. Lasciami mostrarti il mondo che ho nei miei occhi. Ti porterò alle vette più alte e agli abissi più profondi del mare. E, credimi, le mappe non ci serviranno. Lascia che sia il mio corpo a fare il viaggio per te e le mani ti addolciranno la via. Voglio mostrarti il mondo che ho nei miei occhi. E' tutto qui, non c'è altro da sentire ora. Lascia che ti metta su una nave per un lungo, lungo viaggio. Tutte le isole nell'oceano, tutto il cielo in movimento...
Let me show you the world in my eyes.
(Libera traduzione del testo dei Depeche Mode)
Il mondo nei tuoi occhi, nei miei, in quelli di chiunque stia al mondo. La storia scritta negli occhi di ognuno di noi. E come vorrei che tu vedessi te stesso come ti vedo io. La stessa luce. Ma non posso chiedere questo perchè, come te, non mi vedo. L'incontro di sguardi rivelatore... sei tu? Are you the one? Uno sguardo, un mondo segreto. Sarà per quello che solo i bambini tollerano di essere guardati apertamente negli occhi? Chissà...

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categorie: percezioni, overthinking


Sparks in darkness.
sabato, 10 novembre 2007 alle 14:58

Si ringrazia SavageDeNigh per la splendida immagine.

Ci sono attimi in cui la bellezza e la dolcezza sono così forti, cosi puri che non riesci a sostenerle. Mi accade molto spesso ultimamente come se avessi problemi nel chakra del cuore. E dovrei stare lontana da certa musica. Ho sentito il rifacimento di Unravel fatto dai Radiohead, poesia fatta musica. Una bellezza e una dolcezza che ti porta a sperare per questo mondo, per l'evoluzione degli esseri umani, perchè finalmente si accorgano che l'amore, quello vero, è così bello e così forte e non ne dobbiamo aver paura. Sto riflettendo molto anche sul perchè io mi impegno tutti i giorni a riempire le pagine di questo blog. E poi arriva il commento giusto e... Se con le mie semplici parole riesco a suscitare qualcosa, un ricordo, un pensiero, un sentimento per me è già metà della risposta. C'è il sacro fuoco della passione. Mi sveglio la mattina pensando a quello di cui potrei scrivere, quello che potrei raccontare. Non so perchè lo ritengo più importante di altri. Forse c'è una punta di arroganza in questo. Chissà. Ci sono nostalgie che riprendono a farsi sentire, forti e imperiose. Ancora una volta faccio appello alla mia gelosia e al mio egoismo e le tengo segrete. Alcuni sentimenti non sono mai descritti a sufficienza dal linguaggio comune, ci vuol un'altro linguaggio più sottile, meno incarnato di questo...

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categorie: percezioni


Vite passate
giovedì, 01 novembre 2007 alle 11:10

Si ringrazia Eireen per la splendida immagine.

As usual sono priva di ispirazione e quando succede vago per internet alla ricerca di uno spunto. Mi sono impattuta in uno dei soliti test, come quelli dei colori, che si fanno per curiosità. Questo test pretende di stabilire la nostra vita passata a partire dalla nostra data di nascita. Se vi interessa chiccate qui: Vita passata. Il mio risultato? Questo: Forse non lo ricorderai, ma tu sei stato uomo nella tua precedente incarnazione.
Sei nato nel territorio oggi conosciuto come Sud della Nuova Zelanda all'incirca nel 700.
La tua professione: costruttore di case, templi, cattedrali.Ecco il tuo profilo psicologico nella vita precedente.
La tua mente era quella di uno scienziato, sempre alla ricerca di nuove teorie e spiegazioni. La gente del tuo tempo spesso non ti capiva, ma rispettava la tua conoscenza.
Ecco la lezione che ti porti dietro dalla tua precedente incarnazione: La magia è ovunque intorno a te, anche nelle cose più ordinarie. Devi imparare a riconoscerla e ad aiutare poi le persone a vederla chiaramente. Tu sei magico! --> della serie non me ne ero accorta. Questo test però mi da lo spunto per parlare di un qualcosa di serio. Vedete io credo che questa che sto vivendo non sia la sola vita che ho vissuto. Ne ho vissute altre in precedenza, non vi so dire quante. Mi chiederete come fai a esserne sicura? Non lo sono. E' solo una mia sensazione dervata da certe mie paure che non posso spiegare altrimenti. Ed è recente la notizia di un bambino di nome Cameron che
all’asilo disegnava una casa bianca, davanti al mare. A sua madre chiedeva dove fosse il cane a macchie e la macchina nera. Ma lui, che ha 6 anni, vive in Scozia, non vede il mare dalla sua finestra e non ha mai avuto un cane né una macchina nera. Uno psicologo conferma: è un reincarnato. «Aveva tre anni - spiega la madre, Norma - quando si mise a raccontarmi le storie dei suoi compagni di Barra, un’isola a 300 chilometri di distanza. Parlava dei suoi fratelli, dei capelli lunghi e castani di sua madre che gli leggeva un grande libro su Dio e di come suo padre, un certo Shane Robertson, fosse morto  investito sulle strisce pedonali. Ero sconvolta». Cameron cresce e la sua fantasia è sempre più dettagliata. «Non devi temere la morte - diceva alla madre - perché si ritorna: mi chiamavo Cameron anche prima». E la madre dice ancora: «Iniziò a lamentarsi perché nell’altra casa aveva tre bagni, mentre noi ne abbiamo solo uno. E poi perché nell’altra vita trascorreva i pomeriggi giocando sulla scogliera dietro casa e perché con l’altra famiglia viaggiava molto, mentre noi non siamo mai usciti dalla Scozia». Il giorno in cui Cameron ha compiuto sei anni iniziò a piangere perché «gli mancava la sua famiglia di Barra». Così la mamma decide di portarlo sull'isola di cui parlava il bambino. Trovano la casa bianca, sul mare, con i famosi 3 bagni. Addiruttura il piccolo trova l’entrata segreta della casa che tante volte aveva disegnato. Ma della famiglia precedente nessuna traccia. La casa era abbandonata e all’anagrafe non è stato trovato nessun Shane Robertson. Tra le foto di famiglia c'era il cane maculato e la grande macchina nera.A tutti quelli che passano di qui io chiedo: cosa ne pensate? Pensate sia possibile oppure no?

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categorie: percezioni, just a test


Autunno
mercoledì, 03 ottobre 2007 alle 11:52

Stamattina mi sono resa conto quanto amo questa stagione. Ha una luce, dei colori, dei profumi che qualsiasi altra stagione si scorda. L'energia è così dolce, soave, è Madre Natura che si sta preparando per il lungo sonno invernale. A dir la verità se uno si fermasse a guardare la superficie di questi genovesi giorni autunnali, non penserebbe all'autunno. Eppure, eppure...
L'energia è quella dell'autunno. Ho tanti desideri. Mi piacerebbe ritornare a caccia di castagne per immergermi nei boschi dell'entroterra ligure e, uscire, e trovarmi per caso in un paesino con la sua sagra e una dimensione più umana del vivere. Ho di nuovo bisogno di immergermi nella folla e andare per concerti e non escludo che prima della fine dell'anno forse qualcos'altro riesco a vederlo. Ho bisogno di luce anche se poi faccio di tutto per non farmela arrivare. Perchè faccio questo ancora devo capirlo...

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categorie: percezioni

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