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Voices domenica, 22 novembre 2009 alle 18:57 Per la prima volta i Pearl Jam hanno dato il permesso ai produttori di una serie televisiva di usare come colonna sonora la loro musica. E' accaduto per gli ultimi due episodi della sesta stagione di Cold Case. Per me appassionata di questo telefilm è stata una splendida notizia. E devo dire che sono stata ripagata ampiamente . Gli episodi andati in onda ieri sera sono stati favolosi. Non solo perchè la colonna sonora è stata curata nei minimi particolari, della serie il brano giusto al momento giusto, non solo perchè ha dato una nuova luce sulla protagonista della serie ma anche perchè mi ha portato ad alcune riflessioni. Ieri sera vedendo l'episodio ho pensato a come ci sono delle voci che ti rimangono dentro nel cuore. La voce di Eddie Vedder è una di quelle. Risentendo i brani ho avuto come un tuffo al cuore, sembrava che risentissi la voce di un vecchio amore perduto. E' stato bello. Qui sopra c'è Black e avevo dimenticato quanto fosse bella. Grazie per così tanta bellezza. commenti (6); commenti (6); Permalink; categorie: musica, percezioni
Last train home martedì, 13 ottobre 2009 alle 16:01 ![]() Si ringrazia Maurizio Zanella per la splendida immagine. Quella che vedete qui sopra è la stazione del mio quartiere. Stamattina c'era sciopero degli autobus, uno sciopero che è ancora in corso visto che finisce alle 5. Stamattina ho deciso di prendere il treno anche all'andata. Se c'è una cosa che adoro molto quando viaggio in treno è osservare chi aspetta e i viaggiatori. Mi sembra quasi di carpirne la loro storia. Si è levato un ventaccio freddo e come al solito ero vestita troppo leggera. Mi sono rifugiata nella sala d'attesa ricolma di persone. C'era chi leggeva il giornale, chi chiacchierava con l'amica, chi aveva le borse con dentro una scatola di scarpe, chi ancora aveva la canna da pesca. Entro nel vagone e poco dopo si siede una ragazza che lavora a maglia. Forse non sapete che mia madre lavorava a maglia e qualche volta ha fatto dei maglioni per noi figli. Ho intensi ricordi fatti di gomitoli di lana, di urla perchè Birillo si andava a fregare i gomitoli e ci giocava rendendo la lana una massa indistricabile. Quando ho visto una ragazza così giovane sferruzzare beh non ho resistito al chiederle che stesse facendo di bello. Stava facendo una sciarpa. Sono scesa, sono andata in ufficio e quando era ora di andare ho ripreso il treno. E' un mezzo che mi piace molto, invita alla riflessione, il paesaggio che scorre sembra sempre uguale e sempre diverso. commenti ; commenti ; Permalink; categorie: viaggi, voli pindarici, percezioni
Autunno martedì, 22 settembre 2009 alle 17:56 ![]() Tag realizzata seguendo tutorial trovato qui. Chiariamo una cosa: non seguo mai il calendario per quanto riguarda le stagioni preferisco affidarmi a quello che sento. E se c'è una cosa che ho sempre sentito forte è l'arrivo dell'autunno. L'autunno è la mia stagione di elezione visto che in pratica ci sono nata ed è la stagione che più mi rappresenta. E' il periodo dell'anno in cui solitamente mi sento più a mio agio, più calma, più a casa. E' un richiamo fortissimo quello dell'autunno. Ogni anno puntualmente arrivo vicino al mio compleanno e non so che fare. Arrivo vicino a quella data e non ho voglia di celebrarlo. Forse perchè mi guardo indietro e penso di non aver fatto nulla o di non aver lasciato il segno. Quest'ultimo da un po' a questa parte è rientrato. Mi sono resa conto che anche se non voglio accade. E in materia interpersonale sono un po' goffa ma non sono una cattiva persona. Ma il resto rimane. Quest'anno è tutto faticoso, decisioni da prendere e sono stanca dentro. Pensavo di riuscire a salvare qualcosa e invece mi sono resa conto che chiedo troppo a me stessa e che sono troppo dura. I miracoli ancora non sono di dotazione. Sono esausta, sfibrata psicologicamente. E il brutto è che non ho nessuno con cui parlarne. Nessuno di vicino intendo. Mio fratello neanche mi guarda in faccia tra un po'. Mia sorella, boh, è lontana. Le mie amiche minimizzerebbero come al solito. O mi direbbero vai avanti che non sei la sola a stare così. Lo so ma questo non mi consola. Ho semplicemente bisogno di chiudere gli occhi e magari avere qualcuno che prende le decisioni al posto mio. Perchè al momento non ho forza per niente. A Riyu: ho letto il tuo post sulle voci e sul fatto che sono lo specchio dell'anima. Ultimamente la mia voce si è affievolita, è quasi un sussurro e si forse è perchè ho sofferto di raucedine ultimamente. Però temo ci sia anche qualcos'altro... commenti (6); commenti (6); Permalink; categorie: stagioni, ombre, percezioni
Chocolat lunedì, 24 agosto 2009 alle 11:47 ![]() Si ringrazia MattewCooke per la splendida immagine «V'là l'bon vent, v'là l'joli vent, v'là bon vent, ma mie m'appelle..." Non ho intenzione di fare una recensione canonica per un libro che non ha bisogno di questo per essere vissuto nella sua pienezza. Il vento, questo il vero protagonista di Chocolat di Johanne Harris. Il vento forte capace di sradicare gli alberi secolari, il vento che conduce Vianne e sua figlia a viaggiare di paese in paese. Un vento carico di segreti, di vecchie storie udibili solo da chi possiede orecchie e occhi per intendere. Il vento che racconta sapori e aromi che sembravano dimenticati da tempo e invece erano li. Attendevano solo qualcuno capace di riportarli alla luce. Vianne Rocher e sua figlia Anouk arrivano nel paesino Lansquenet il giorno di Carnevale. «Un vento tiepido per febbraio, carico degli odori caldi delle frittelle sfrigolanti, delle salsicce e delle cialde friabili e dolci cotte alla piastra proprio sul bordo della strada, con i coriandoli che scivolano simili a nevischio da colletti e polsini e finiscono sui marciapiedi come inutile antidoto contro l'inverno. C'è un'eccitazione febbrile nella folla disposta lungo la stretta via principale, i colli che si allungano per vedere il carro fasciato di carta crespata, con i suoi nastri svolazzanti e le coccarde di cartoncino. Anouk guarda, gli occhi spalancati, un palloncino giallo in una mano e una trombetta nell'altra, tra un cesto per la spesa e un triste cane marrone.». Qualcosa in sottotraccia attira la sua attenzione, un sussurro del vento la convince che potrebbe tentare di rimanere. Apre una ciococcolateria, La celeste praline, e di ogni cliente che arriva lei sa indovinarne i gusti. Vianne non lo sa ancora ma il suo arrivo mette in moto tutta una serie di eventi che cambieranno per sempre il volto di quel paesino, sarà vitale. Alla fine Vianne troverà il suo posto nel mondo riuscendo persino a fare conti con i vecchi fantasmi e a dare il giusto peso ai segreti che il vento le sussurra quieto. E' un libro goloso in tutti i sensi. Non solo per le descrizioni dei dolciumi ma anche per le parole scelte. C'è il vero gusto della parola dispiegato a piene mani in quel libro, un gusto che le immagini, per quanto potenti, non riusciranno mai a rendere con efficacia. commenti (5); commenti (5); Permalink; categorie: libri, percezioni
Disappear... sabato, 18 luglio 2009 alle 18:14 ![]() Ci sono dei piaceri che purtroppo si perderanno nel tempo. Uno di questi è quello di scrivere una lettera. E' diverso da scrivere una mail. Quest'ultima ha il pessimo vizio di essere istantanea e da la possibilità a chi sta dall'altra parte di dare subito una risposta. Non c'è più il sottile piacere dell'attesa, di non sapere se arriverà o meno, di non vedere subito la reazione del destinatario. Ho sempre affidato alla buona cara vecchia carta e penna i miei sentimenti più forti e più vivi. Il solo dover pianificare di scrivere una lettera mi rendeva più chiaro quale dovesse essere il soggetto, quali parole usare, quali sfumature dosare. Dalla grafia di una persona, dalle cancellature fatte, puoi capire molte cose su cosa passava per la mente quando scriveva quelle parole. Per non parlare poi del rumore della penna che scorre sul foglio, dell'odore di inchiostro vergato su carta... anche questi non hanno prezzo. Perchè ne parlo? Per una notizia che ho sentito riguardante la posta svizzera. Nella realtà elvetica la Posta, con la "p" maiuscola, è un pilastro. I tempi però cambiano, anche la Posta svizzera sente le concorrenza di internet e dunque rincorre nuovi servizi . Così il "gigante giallo", come viene chiamato nella Confederazione per via del colore di fondo del suo marchio, ora propone di recapitare le lettere anche on line. Potete leggere l'intera notizia qui. E quando l'ho sentita per la prima volta ammetto di essere diventata un po' triste. Mi sono sentita ancora un po' più vecchia... commenti (2); commenti (2); Permalink; categorie: ricordi, percezioni
A Grapefruit in the World of Park martedì, 14 luglio 2009 alle 17:40 ![]() Si ringrazia Cristian Landero per la splendida immagine. Se vi farete un giro per i blog vi capitera di trovare dei post fatti da un immagine sola con scritto blog in sciopero. Scioperano contro una nuova legge, un'ennesimo tentativo di bloccare le persone che, come me, si esprimono in piena libertà cianciando degli affari propri. Però poi ho pensato: questi ci vogliono zittire. La protesta migliore da fare sarebbe urlare e continuare a scrivere e a scrivere e a scrivere. Non mi intendo di leggi e non mi intendo di questioni politiche. Ma c'è una cosa che so far bene, o almeno così sembra a leggere i commenti che mi lasciate: parlare di musica. E quindi sarà questo che io farò oggi. Vi parlerò della mia ultima scoperta in fatto di musica. «Bass Communion è un progetto di Steven Wilson dedicato alla musica ambient. Musica strumentale, onirica ed avvolgente, dalle atmosfere ora tetre ed oscure, ora dolci e rilassanti. Lunghe composizioni ipnotiche basate su dilatazioni estenuanti e droni elettronici, una specie di esperimento che Steven utilizza per studiare soluzioni sonore che spesso poi vengono riutilizzate nelle canzoni delle sue band principali (Porcupine Tree, no-man...). Nonostante questo Bass Communion non può essere ridotto a semplice esperimento, data l'alta qualità della musica proposta. DISCOGRAFIA: I (1998) II (1999) III (2001) Ghosts on Magnetic Tape (2004) Indicates Void (2005) Loss (2006) Pacific Codex (2008)» Si ringrazia Eclipze del Fragile Dream Forum per le informazioni. Ho messo le mani solo sul secondo disco e ho cominciato a volare. Ancora una volta per descrivere la musica e l'operato di Wilson uso la definizione "acquarello sonoro". Lo uso anche se talvolta affiora qualche rumore proveniente dal quotidiano. Rumore trasformato in melodia o parte portante della melodia. Niente di innovativo, sicuramente, ma di una espressività, di una dolcezza, di una vibrazione tale capace di far riaffiorare il lato più profondo e nascosto di chi lo ascolta. L'ambiente circostante si dissolve, i fantasmi che vi hanno ossessionato cedono il passo ad una pace stanca ma piena di promesse. E il rumore assordante dei pensieri assillanti, delle sentenze inappellabili, del cicaleccio querulo, dell'inutile corsa contro il tempo, lasciano lo spazio all'essenza più pura e soave. Un volo, appunto, verso lidi dove il silenzio regna sovrano e si leva maestosamente a mostrarvi una volta per tutte chi siete veramente. Ssh listen... commenti (4); commenti (4); Permalink; categorie: musica, percezioni
Parsley, sage, rosemary and thyme... lunedì, 29 giugno 2009 alle 12:27
Certi brani hanno un forte potere evocativo. Provengono da qualche recesso dimenticato del tempo, un luogo in cui non hai vissuto e non hai visto eppure ti risulta così vivido e così familiare. E' il caso di Scarborough Fair di Simon & Garfunkel. Ho scelto volutamente questa versione, ce ne erano di migliori ma nessuna aveva in sottofondo quel fruscio tipico della puntina sul giradischi a me molto caro. Questo brano ha il potere di riportarmi indietro ad antiche fiere, antichi mercatini in cui erano gli aromi del timo, del rosmarino e di altre spezie a far da padrone su tutto. Non mi stupirebbe affatto si trattasse di un canto tradizionale rieditato da questa coppia. Mi fa pensare immediatamente alla campagna inglese. O alla classica fiera di S. Pietro e Paolo che avviene ogni anno a Genova. Solo che una volta per me aveva un fascino incredibile: si aspettava questa ricorrenza come l'inizio delle vacanze estive, con i banchetti dove potevi trovare di tutto e la sera, alla fine un meraviglioso spettacolo pirotecnico. Vi ho mai detto che adoro i fuochi d'artificio? Adoro il rumore che fanno quando li sparano nel cielo, la mia mente ama immaginare dei grandi batteristi nel cielo a costruire una ritmica suggestiva, piena di suoni, luci e colori. Non so quando tutto questo si è perso, quando il fascino per questa ricorrenza è venuta meno. Forse non sta nella festività in sè ma nell'occhio di chi guarda. Non ci penso ora. Sono immersa nelle note di questo cantico antico. Immersa come sono nelle immagini che riesce a evocare. Sapete riesco quasi a sentire l'aroma delle spezie... commenti (5); commenti (5); Permalink; categorie: twilight, percezioni
Light of beauty mercoledì, 17 giugno 2009 alle 11:04 ![]()
Nowhere 2 giugno 2009: Ci sono degli aromi o dei profumi che adoro. Uno di questi è il gelsomino. Dovete sapere che per me questo è il profumo della mia infanzia. Quando abitavo a Melito di Porto Salvo, una frazione in provincia di Reggio Calabria, il palazzo dove vivevo si trovava vicino ad alberi di gelsomino e, di tanto in tanto, con il vento arrivavano certi effluvi che ti lasciavano semplicemente incantati. Questo profumo lo saprei riconoscere tra mille. L'ho riconosciuto come nota nascosta di un profumo a Grasse tanto che la tipa che me l'ha proposto mi ha fatto i complimenti per il mio naso. Di recente ho scoperto che in un giardino che pare abbandonato, vicino al capolinea del 63 a Genova, c'è un bellissimo albero di gelsomino. Ora è in fiore e mi piace pensare che dia il benvenuto con il suo profumo a chiunque si avvicini a quella fermata. Ci sono altri aromi e profumi: l'odore del pane appena sfornato, niente cambia l'atmosfera di casa come il profumo di una torta in cottura nel forno oppure come il profumo del soffritto che sta alla base di ogni preparazione per un buon sugo. E non parlo solo della cipolla soffritta ma anche accompagnata con carote, aglio, prezzemolo, sedano, rosmarino... E tutto questo io lo pensavo e lo scrivevo su carta mentre ero attenta a preprare il sugo con piselli freschi per mezzogiorno. E in un ideale feedback con i miei pensieri gli alberi del giardino dell'asilo di fronte alle finestre di casa mia hanno cominciato a cospargere la casa di un intenso e delizioso aroma di resina. P.S del 17 giugno: sia di inverno che d'estato la mattina prima di andare a lavorare non manco mai di cospargermi di profumo. E' un'abitudine che mi ha tramandato mia madre, lei ci avrebbe fatto il bagno nel profumo. Mi piace sapere di buono e certe volte lo uso come barriera contro certi effluvi che mi capita di sopportare nei tragitti quotidiani sul bus dove si incontrano troppo spesso gente non molto avezza con l'elemento chimico accadueo insapore e incolore. Ovviamente questa abitudine mi ha portato spesso a cambiare profumo o a ricomprarlo più volte perchè, come tutte le cose, ha una sua fine. Vado in profumeria e dico: ho bisogno di un profumo, non ho molte preferenze. Senza sapere quello che vi ho raccontato poco sopra, la commessa mi fa provare per primo un profumo che ha un'intensa tonalità di gelsomino. Indovinate cosa ha fatto la vostra padrona di casa? Domani sera... Dave arrivo!!! commenti (2); commenti (2); Permalink; categorie: ricordi, percezioni
Reflection domenica, 19 aprile 2009 alle 22:49
commenti (3); commenti (3); Permalink; categorie: percezioni, feedback
L'amico ritrovato sabato, 03 gennaio 2009 alle 16:00 ![]() Nel silenzio dal blog che mi sono auto imposta sono riuscita a ritrovare un vecchio amico. Un amico londinese, un animo sensibile che indaga negli incubi e nelle zone in ombra dell'animo umano. Certe volte le sue storie sono strazianti. Noi esseri umani riusciamo a essere dei veri propri mostri. E con la lettura di Dylan Dog, perchè è di questo grande personaggio che io sto parlando ora, ho ritrovato anche la voglia di prendere in mano la matita e buttare giù quello che vedo. Peccato che la mia mano sia parecchio arrugginita e il risultato è stato quello che è stato. Ma al di là di questo la sensazione è stata bella e forte e ho capito molte cose. Ho capito perchè il mio bisogno di silenzio, grazie al Negromante, ho capito perchè alla fine mi sono giocata il cuore l'ultima volta. Sono sensibilmente attratta da chi mostra una sensibilità fuori dal comune. Ma soprattutto ho ritrovato un linguaggio che era da parecchio tempo che non sentivo parlare. Mi chiedo perchè ho smesso. Non me lo chiedo, ricomincio da adesso a leggerlo...Niente descrizioni sul personaggio, sul fumetto in se perchè non darebbero comunque l'idea di cosa è e di cosa è stato. Ci sono cose che non possono essere raccontate dopotutto. P.S. A tutti i lettori: se vi siete mai chiesti com'è il famoso trillo del diavolo che Dylan suona mentre riflette sui suoi casi, beh ora potete togliervi il dubbio. Solo da premere il play... commenti (4); commenti (4); Permalink; categorie: arte, percezioni
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