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Lead a normal life sabato, 19 aprile 2008 alle 18:58 ![]() Ci sono dei momenti in cui sento il bisogno di tornare alle mie origini. E la mia origine, musicalmente parlando, è proprio Peter Gabriel. Mi sono sentita in dovere di cambiare la firma che avevo su forumfree e ho scelto un estratto da "I don't remember". Ovvio che poi mi venisse voglia di risentire questo disco. La mia non vuole essere una recensione ma solo delle impressioni buttate a caso. La prima volta che ho sentito questo disco è stato tanto tempo fa, ai miei inizi come fan in una radio mangianastri, quella che mi ha condotto per molto tempo nelle scorribande musicali. Ormai quella radio non esiste più. Attacco a sentire e a momenti mi viene una sincope per lo spavento. Successivamente ho scoperto che il suono di Intruder non esisteva. E' un'invenzione accreditata Collins/Gabriel ed è un suono che sarà fondamentale per l'intera decade degli ottanta. Intruder è, come dice la stessa parola, l'intruso. Di tutti i tipi: il ladro, lo stupratore, l'assassino. Questo è un album che incute disagio e spavento nel suo ascoltatore. E' il disco che esprime tutta l'alienazione dell'uomo. L'anno scorso ho pure avuto la fortuna di sentirlo dal vivo e ho potuto verificare personalmente quello che Tommaso Ridolfi, grandissimo fan italiano, asseriva: ossia che ti incute una strisciante paura. E' vero. Dannatamente vero. C'è stato un periodo in cui giocavo con la musica. Mandavo i 45 giri a 33 e viceversa. Mi piaceva esplorare il risultato e i tipi di suoni che venivano prodotti. Potrete capire che l'inizio di No self control basato su due riff portanti di chitarra registrati su due canali separati abbia costituito la gioia della me di allora. Il testo è la narrazione di un uomo che fondamentalmente non riesce a fermarsi, non riesce a rilassarsi. E le tenta tutte persino digitando a caso i numeri sulla tastiera del telefono. Però non ha controllo su se stesso. Ah si mi ero dimenticata di dirvelo: il batterista di questo disco è Phil Collins e diamine se si sente! Start fa da introduzione a I don't remember. Tutto quello che potevo dire su questa canzone ve l'ho detta quando in un mio post, Non ricordo, vi ho mostrato il video, la frase che ho citato nella mia firma è: "Strange is your language and I have no decorder. Why don't you make your intensions clear?" E vale per tutti. Perchè gli equivoci sono dietro la porta, la gente preferisce celarsi dietro una facciata di falso perbenismo quando invece sarebbe meglio svelare subito le intenzioni. Il brano successivo è ispirato dal libro "Diario di un assassino" di Arthur Bremer. Si tratta del diario dell'attentatore alla vita del governatore Wallace nel 1972. Nella canzone Gabriel accetta di esprimere la tesi che l'evento è stato compiuto perchè Bremer era in cerca di attenzioni. Attenzioni che gli erano state negate sin da piccolo dai propri genitori. Verso la fine della canzone ci sono dei passi toccanti descritti con la tipica levità gabrieliana: la quiete nella casa, un bimbo nascosto dietro la porta, la pistola giocattolo sul pavimento, la supplica ai genitori di tornare indietro fino al "I need some attention" che ogni volta mi blocca e mi spiazza. Si prosegue e arriviamo a una delle canzoni che ritengo importanti dal punto di vista semantico per capire quest'artista: And throught the wire. C'è un perenne gioco di parole: "the wire" è la rete di collegamento, la rete spinata che tiene lontani. "I talk in pictures not in words". Parlo per immagini e non per parole. Ecco qui tutta la poetica gabrieliana spiegata in queste semplici parole. Ha ispirato anche me. Quando ancora scrivevo poesie parlavo per immagini e non per parole. E uno, due, un due tre. Inizia Giochi senza frontiere vecchio programma trasmesso su Rai due in cui diverse nazioni si fronteggiavano in gare al limite dell'assurdo. Per traslato è un'invettiva sull'assurdità della guerra. I nomi cantati nel testo non sono casuali e ci sono molti riferimenti alla crudeltà dell'uomo in battaglia con immagini vivide che vi risparmio. Not one of us si può applicare ad ognuno di noi. E' riferito a tutte quelle persone che per essere sicuri devono appartenere ad un gruppo. E guardano dall'alto in basso gli estranei, i non appartenenti al gruppo. Ho la presunzione di ritenere che se Gabriel canta di questo è perchè, come me, si è sempre sentito un eterno estraneo, un outsider, uno che non appartiene a nessun gruppo in particolare. Ma in realtà non credo che ne avrò mai la certezza. Lead a normal life è costruita musicalmente con la struttura dell'haiku. L'haiku è un componimento giapponese con una metrica ben precisa. Il testo brevissimo che fa menzione a persone rinchiuse in un casa di igiene mentale che possono mangiare solo con i cucchiai, è letteralmente sommerso dalla musica. E' uno dei miei brani preferiti di questo disco. E non vi nascondo che è anche la suoneria del mio telefonino. Quando si dice essere fan inside
. E si arriva alla fine del disco con Biko. Un giovane Gabriel sente la notizia alla radio dell'assassinio di Stephen Biko, attivista africano, da parte del governo. Si sente in dovere di comporre questo brano dalla struttura musicale semplicissima ma di sicuro impatto emotivo che costituirà anche la colonna portante dei concerti, la chiusura ideale. Una frase davvero significativa: "And the eyes of the world are watching now". Gli occhi del mondo stanno guardando ora. Dal vivo aggiunge: And now it's up to you. Un'esortazione a fare la propria parte, a testimoniare, a non girare lo sguardo e far finta di nulla. Io con questo disco ci sono cresciuta, l'ho ascoltato un sacco di volte, lo so a memoria. E quando posso condividerlo con chi ancora deve scoprirlo mi si illuminano gli occhi e lo invidio. Lo invidio perchè vorrei essere come lui, con tutta questa meraviglia ancora da viversi pienamente.commenti (4); commenti (4); Permalink; categorie: musica, ricordi
Di Krishel e i videogiochi domenica, 06 aprile 2008 alle 11:54 ![]() Sto tentando di tutto per distrarmi dai miei soliti pensieri foschi e ho persino ricorso al Mame. Mi direte: che diavolo è? Il MAME nasce nel dicembre 1997 ad opera di Nicola Salmoria. MAME significa Multiple Arcade Machine Emulator. Credo che anche i non anglofili ne abbiano inteso il significato. Inizialmente supporta solo una manciata di giochi, ma, con il passare del tempo i giochi sono via via aumentati fino agli oltre 6000 attuali. E ci sono dentro tutti i giochi che almeno una volta quelli della mia generazione hanno giocato. Eh si perchè faccio parte di quelli che hanno visto la nascita dei videogiochi e internet ancora non sapevano nemmeno cosa fosse. Vi sembra incredibie? Eppure è così. Di questi giochi il mio preferito è sempre stato, e rimane tutt'ora, Puzzle Bobble conosciuto anche come Bust A Move. Il principio è molto semplice: si eliminano le bolle allineandone almeno tre dello stesso colore. Ci ho giocato fino alla morte in tutte le versioni possibili e immaginabili, anche nelle versioni cloni. E' semplice, carino, chiede un'abilità minima per giocarci, non devi sbatterti la testa più di tanto. Insomma il gioco perfetto per me che voglio distrarmi. In realtà sto disperatamente cercando di zittire la Krishel pessimista che finora non ha fatto altro che farmi soffrire. E comincia a sentirsi forte la tensione preconcerto. Manca una settimana ormai...
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Favole sonore mercoledì, 02 aprile 2008 alle 21:30 ![]() "A mille ce n'è
nel mio cuore di fiabe da narrar (da narrar) Venite con me nel mio mondo fatato per sognar (per sognar) Non serve l'ombrello, il cappottino rosso, la cartella bella per venir con me basta un po' di fantasia e di bontà!" Questo veniva cantato ogni volta ad ogni fiaba sonora e mi ha fatto compagnia per tutta l'infanzia. La mia generazione se la ricorda ancora. E adesso sono uscite in versione moderna con cd. Ovviamente la vostra padrona di casa se li è procurati come a voler fissare un piccolo frammento di se stessa. E sono tanti i ricordi: da piccola adoravo la favola di Cappuccetto rosso. Mi ci sono vestita a carnevale persino. Poi più in là mi sono innamorata della favola del pesciolino d'oro. Se non la conoscete, leggetela. Ha delle grandissime lezioni. Non vorrei fare la vecchietta che dice: eh oggi si è perso... mi domando semplicemente e chiedo a tutti i genitori di oggi: ma voi leggete ancora le fiabe della buonanotte ai vostri bambini? Oppure lasciate che siano i cartoni animati a farlo per voi? Sono curiosa, ditemi pure. commenti (5); commenti (5); Permalink; categorie: riflessioni, ricordi
Ricordi musicali. lunedì, 17 marzo 2008 alle 10:24 ![]() Si ringrazia Sergei Samus per la splendida immagine.
«Padre mi puoi dire dove se ne vanno le ore quando il tempo scorre? E' scritto nelle stelle, oltre la Via Lattea che dobbiamo bruciare di luce intensa prima di sparire? Madre mi puoi dire dove va il fuoco quando si spengono le fiamme? "Dalla polvere al piano astrale, dove il Sole al tramonto incontra il mare, Brendan" Vivo nei fiumi dove i vecchi Dei ancora sognano di una comunione interiore con il mare aperto. Tramite l'occhio del cacciatore in cerca di una preda. Non ancora bestia, non più umano nella mia filosofia. Se non mi riconosci è semplicemente perchè sono troppo cresciuto per questi vecchi abiti. E' tempo di muoversi per te. E io sopravvivo. Le maschere che la vita ci hanno dato quando teatrino delle ombre sta per terminare...»(Trad. libera del testo di Voyage of Bran) Navigando in quel grande portale che è myspace ho fatto una scoperta piacevole: Brendan Perry, cantante dei Dead can Dance sta lavorando ad un nuovo disco che, se la Dea vuole, dovrebbe uscire quest'anno. Penso che questo potrebbe essere un altro di quegli artisti per cui la vostra padrona di casa si muoverà per vederlo in concerto. E tra le varie canzoni che ha messo nel myspace c'è Voyage of Bran tratta dal disco The eye of the hunter. Poesia in musica e testo, cantato con una voce calda profonda e semplicemente splendida, dall'incedere suadente, elegante e il modo in cui viene suonato richiama alla mente antiche conoscenze. Ci riporta il sapore della festa della fioritura dei ciliegi a ricordarci come tutto sia così transitorio. Eppure noi ci affanniamo così tanto a organizzare e a controllare qualcosa che, per sua stessa definizione, ci sguscia dalle mani trasportato via dal vento... commenti (4); commenti (4); Permalink; categorie: musica, ricordi
Sensazioni sabato, 23 febbraio 2008 alle 08:55 ![]() Solo una mia sensazione ma quest'anno la primavera sembra stia arrivando prima del tempo. E' qualcosa che sento nell'aria, qualcosa che sento dentro di me. Sarò molto ondivaga oggi, prendetemi come mi trovate. Di fronte alla mia finestra c'è un'asilo ed è un posto con degli alberi, alcuni sono anche dei sempre verdi. Sono due mattine che mi sveglio con il pigolio di uccellini. Deve essere pieno di nidi.Stanotte ho sognato di essere assieme a una mia amica che prendeva possesso del suo nuovo studio e quando aprivamo la porta ci sono venuti incontro un cricetino e un micino. E tutto intorno era pieno di gabbie con uccellini, criceti e altre bestie varie. E lei era contentissima. Sto leggendo davvero un bel libro. Ci sono tutte le cose che io amo di più: giochi di parole, espressioni dialettali, narrazioni di vita. Solo un episodio mi ha fatto tornare alla mente un sacco di ricordi. Uno dei protagonisti del libro viene preso dalla smania del fai da te. E l'autrice, nel raccontarlo, dice: le donne sposate a maniaci di questo tipo sanno cosa vuol dire. Mio padre era uno di quegli uomini. A casa mia ho due librerie, una scrivania e altri due mobili fatti da mio padre. Sono belli, pratici, robusti, resistenti. Ho tanti ricordi legati a quella passione: la mamma che si arrabbiava perchè lui sporcava dappertutto, le sue arrabbiature quando non portavo a casa quello che mi chiedeva ma anche vari piccoli incidenti, alcuni potevano essere anche pericolosi. Ma la cosa più dolce e struggente è avvenuta il giorno in cui hanno aperto Castorama da noi. Purtroppo mio padre non ha fatto in tempo a vederlo. La prima volta che ci siamo stati mia madre, mio fratello ed io, abbiamo visto il negozio e ci siamo scambiati un lungo sguardo malinconico. Tutti e tre stavamo pensando la stessa cosa: papà sarebbe impazzito per un negozio del genere...
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Pagan poetry sabato, 26 gennaio 2008 alle 15:43 commenti (4); commenti (4); Permalink; categorie: ricordi, luce
Sound of life domenica, 13 gennaio 2008 alle 13:44 ![]() In uno dei forum che frequento, l'admin ha creato un gioco splendido (grazie mille Daemon©). Si tratta di nominare 31 canzoni che, in un modo o nell'altro, parlano per te, per il tuo vissuto personale. Non necessariamente le più belle. Quelle più personali. Ed è un gioco che giro a chiunque passa di qui e ha voglia di farlo. Queste le mie 31 canzoni:
1) Peter Gabriel I Grieve. "It was only one hour ago It was all so different then There's nothing yet has really sunk in Looks like it always did This flesh and bone It's just the way that you would tied in Now there's no-one home" La poesia, la levità con cui trasmette il dolore, lo sgomento, lo smarrimento che si prova quando si perde qualcuno di caro. 2) Peter Gabriel/Kate Bush Don't give up. Da questa canzone 21 anni di passione purissima e distillata. Mastro Gabriel sarò vostra devota finchè sarò in vita. 3 Max Gazzè Una musica può fare. "Salvarti sull'orlo del precipizio..." Ormai non si contano più le volte che la musica mi ha salvato la vita. 4 Nine Inch nails Head Like hole Con questa canzone li ho conosciuti e devo ringraziare la Dea che esistono. Questo gruppo è la mia cura antirabbica. Quando sono furiosa li ascolto e mi calmo immediatamente. 5 Fabrizio De Andrè Mégu Megún: una ragazzina infelice con una nostalgia di casa terrificante. E' bastata una canzone, un album "Le nuvole" ed è come se fosse ritornata a Genova. 6 Radiohead Motion Picture soundtrack. "I will see you in the next life". E' la frase che mi è rimasta più impressa, è quello che mi dico ogni volta non senza dolore: "ci rivediamo nella prossima vita". 7 Depeche Mode Sister of night. E' la notte pura con il suo silenzio. Arriva e cancella ogni grigio rumore del giorno. Zittisce tutti e tutto con la sua quiete, con la sua bellezza, dolce, pacata. 8 Massive Attack Teardrop. Sentire quella voce, vedere quel video che ti riporta indietro a eventi che non puoi ricordare. Eppure in qualche modo suscita sensazioni dal grembo materno... 9 Dead can dance The carnival is over. E spero che davvero sia finita la pagliacciata. Fantasmi che si riaffacciano dal passato, fantasmi che speri di poter scacciare e dire: il carnevale è finito. 10 Afterhours Voglio una pelle splendida. "Maledire certe domande che forse era meglio non farsi mai". Quante volte ho maledetto il fatto di avere un cervello che pensa troppo e male, le domande che non avrei mai dovuto farmi perchè non c'è risposta, quante volte avrei barattato un pò di intelligenza per la bellezza. O anche solo per una pelle splendida... 11 U2 The first time. Per la prima volta mi sentii amato. E' una sensazione bellissima, molto forte. Quando ti accorgi che attorno a te hai persone che ti amano, contrariamente a quello che hai sempre pensato, è semplicemente esplosivo. 12 Frankie Hi NRG Quelli che benpensano. "Sono intorno a me ma non parlano con me... Sono come me ma si sentono meglio..." Parla da sola no? 13 Thom Yorke Harrodown Hill. Me, le mie percezioni, la mia empatia "we think the same things at the same time.." 14 Dave Gahan Miracles. "I'm just afraid of loosing you". E' la paura di perdere qualsiasi persona a cui ti senti legato. E il miracolo, il vero miracolo è averla vicino a te. 15 Genesis The chamber of 32 doors. "Ritorno indietro. Questa stanza ha così tante porte e non c'è un posto dove posso nascondermi. Ti darò tutti i miei sogni se mi aiuterai a trovare una porta che non mi riporti indietro ancora una volta. Portami via". Quante volte ho chiesto nella mia vita di essere portata via. 16 Depeche Mode Walking in my shoes. Quante volte sono stata giudicata in maniera errata. Se tu ti fossi messo nei miei panni avresti fatto gli stessi errori, identici. 17 Nine inch nails Hurt. Per tutte le volte che ho agito quando non avrei dovuto fare e mi sono fatta del male. Alla fine sono una dannata masochista. 18 Radiohead Creep "What the hell I'm doing here/I don't belong here". Questa frase dice tutto. 19 Depeche Mode Enjoy the silence. A volte le parole sono dannose, non servono. Meglio stare zitti. 20 A Perfect circle 3 libras. Primo: sono del segno della Bilancia, a libra. Secondo: sono stata ispirata da questa canzone per una poesia (cercatela nella tag poesie) Terzo: "you don't see me". E' un'accusa che faccio spesso agli altri ma è anche vero che sono la prima a non vedermi. 21 Bjork I've seen it all. A volte mi sento eternamente vecchia, come se avessi visto tutto. E volere di più sarebbe semplicemente segno di avidità. 22 Radiohead How to disappear completely. A volte vorrei semplicemente svanire... 23 Tool The patient. La storia della mia vita. E ho resistito perchè avevo chi mi amava. 24 Martin Grech Heritage. "Everyone must face their demons and now the turn is yours" Li sto affrontando a muso durissimo. Continuo a farlo. Non l'avrete vinta. 25 Peter Gabriel Darkness dal titolo di lavorazione di questa deriva il nick darkerstar. E poi "don't mess with me my fuse is short" era la mia prima firma. Non mi provocate perchè ho la miccia corta. 26 Faith no more We care a lot. Versione Mosley. Cattiva e sguaiata come deve essere. A volte è bello, sano, salutare dire "me ne frego". E lo dico infatti. 27 Einsturzende Neubauten Alles wieder offen. E sono riuscita a rivedere le stelle. Sono aperta, di nuovo finalmente. 28 Soulsavers Spiritual. La mia paura più grande messa in musica ma so che non è vero. Non accadrà. 29 Bluvertigo L'assenzio. Per un pò di tempo quando mi chiedevano come stavo rispondevo: "sto bene, sto male". 30 Eels Electroshock blues. "Il dottore mi ha ordinato di scrivere cento volte: io sono ok. Io sono ok. Io sono ok. Io non sono ok". Non penso ci sia molto da aggiungere. 31 Prong I beg to differ. Loro erano avanti. E questa canzone è perfetta quando leggo qualcosa e penso: no, cavolo, non sono d'accordo. Devo dissentire. Nomino chi ha voglia di farlo, chi è privo di ispirazione, chi ama la musica come la amo io. commenti ; commenti ; Permalink; categorie: musica, ricordi
Greetings part 2 martedì, 25 dicembre 2007 alle 15:40 Il regalo più bello: entrare nel blog di un'amica e trovarci questo video. E' forse la prima cosa da fan con cui mi sono imbattuta e con quale sorpresa l'ho scoperta. Ha tutto il sapore dei miei 21 anni di militanza e i ricordi a cui sono legati non sono descrivibili. Non per chi non è passato attraverso la mia stessa strada di assoluta e infinita passione. A parte questo è un Natale di normale amministrazione. Finito il pranzo, ormai non mi rimane che digerire quello che ho mangiato, fatte le telefonate come di consueto.Fatti gli auguri che mi sentivo di fare. Eppure dentro di me la tristezza che si fa avanti, in punta di piedi. Perchè comunque c'è la sensazione di aver lasciato comunque qualcosa di incompiuto. Qualcosa che al mio cuore sarebbe piaciuto ma la mia testa mi porta altrove. E preferisco seguire la voce della testa per una volta tanto. So che non capirete. Meglio così...
P.S. Sono finita sul libro Vita da blogger. Cliccate sul titolo del libro per vedere cos'è. commenti (6); commenti (6); Permalink; categorie: ricordi
Sound of magic martedì, 18 dicembre 2007 alle 21:12 ![]() Grazie a un forum ho fatto un viaggio nella mia memoria musicale e ho tirato fuori i dieci dischi che in qualche modo hanno cambiato la mia vita di ascoltatrice. Eccoli qui.
1 Lucio Battisti Una donna per amico. Qui siamo proprio alle origini del mio sentire musicale. Una cassetta ascoltata tremila volte rubata a mio fratello. Mi piaceva quel misto di orecchiabilità e sapienza musicale. Ero giovane ma avevo già l'orecchio abbastanza allenato di natura mi sa. 2 Kate Bush Hounds of love. La prima voce femminile di cui mi sono innamorata e forse, a quei livelli, l'unica. Una donna a cui si sono ispirate tantissime artiste dopo e se non fosse stato per lei non avrei potuto arrivare al disco successivo ossia.. 3 Peter Gabriel So. Come scoprirò più in avanti non è esattamente il miglior disco di Gabriel ma è quello che me l'ha fatto conoscere. Da questo disco partono 21 anni 21 di passione purissima. Mastro Gabriel io sarò votata a lei con l'anima fino al resto dei miei giorni. 4 Depeche Mode Music for the Masses Immaginatevi un'adolescente depressa che vede tutti quei video colorati e poi, finalmente, un video interamente in bianco e nero. Dave Gahan che ha una voce splendida già da allora e le tematiche erano esattamente ciò a cui stavo pensando in quel momento. Impossibile non innamorarsene e così fu. 5 Nine Inch Nails Pretty Hate Machine. Mi ricordo, ancora come se fosse ieri, la prima volta che ho visto Head like a hole su Videomusic. E mi ha stupito per quel sapiente mix di rabbia, tecnologia e qualcos'altro che ancora non riuscivo a capire e che avrei compreso solo più in avanti. Una forza distruttiva capace di penetrarti nelle ossa e tirarti fuori il lato più cattivo. 6 Metallica And Justice for all. Fino a questo momento pensavo che il metal fosse una roba per brutti sporchi e cattivi che non fanno altro che urlare dalla mattina alla sera. Insomma l'inferno. Invece quando ho sentito questo disco ho abuto l'illuminazione e ho capito che i miei erano solo pregiudizi. Da quel momento non ho avuto più paura di ascoltare metal. Neanche nelle sue accezioni più brutali e incazzose. 7 Massive Attack Mezzanine Anche questo disco ha contribuito a togliermi molti dei pregiudizi musicali che avevo all'epoca. 8 Tool 10,000 days. Ok li conosco da Undertow, ho sempre amato la loro musica. Con Lateralus hanno parlato al mio inconscio ma questo disco è arrivato esattamente nove mesi dopo una grande perdita. Sentire uno dei miei artisti preferiti raccontare esattamente quello che stavo passando in quel momento...ha significato molto per me. 9 Martin Grech Unholy. Pensavo che dopo tutto questo tempo non fossi più capace di innamorarmi di un'artista e mi sbagliavo. Questo disco è riuscito a colmare il buco che With Teeth aveva lasciato. (Poi però With teeth ha ripreso il suo posto. Non l'avevo capito...) 10 Lustmord Carbon Core. Anche qui una rivelazione fulminea. Non sapevo che l'ambient potesse essere malefico e cattivo. Non sapevo che ci fosse un lato oscuro di un genere musicale che ritenevo, a torto, rilassante. E' come se avessi ritrovato la mia ombra. commenti (2); commenti (2); Permalink; categorie: musica, ricordi
Wheel of time. lunedì, 03 dicembre 2007 alle 12:04 ![]() Il tempo passa e ci ritroviamo a dicembre. I negozi sono già addobbati a festa per Natale. Se penso a quando anche io ero dietro la barricata, quando lavoravo nei negozi. Chi non ci lavora non ha idea della mole di lavoro che c'è dietro. Dall'allestimento delle vetrine a tutto il resto. Consigliare il regalo giusto, cercare di stare al passo con il materiale da vendere, stando attenti che non manca nulla. Si attacca al mattino e di finisce la sera. Sei fortunato se hai qualche minuto libero per sbocconcellare qualcosa. Ne vedi di tutti i colori. Il regalo è qualcosa che ossessiona le persone, coloro che lo vivono come un obbligo e non come un piacere. Per me il regalo è sacrosanto, un piacere da fare e non aspetto le feste comandate. Soldi permettendo io, se potessi, farei spesso dei regali alle persone a cui voglio bene. E' nella mia natura. Il tempo passa e Yule si avvicina. Eppure ancora non lo sento arrivare dentro di me. E già con il pensiero volo. Volo e cerco le idee per i miei doni...
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