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Silence is not the way.
martedì, 13 maggio 2008 alle 12:37
Fermate la musica in sottofondo e ascoltate questo pezzo. Molto tempo fa io vedevo E.R. e non so ancora come facessi, visto che adesso non ne voglio più sentir parlare. Comunque in uno degli episodi più intensi, quelli in cui succede di tutto e ti lascia dentro una sensazione di stanchezza, insomma in uno di quelli c'era alla fine in sottofondo questo pezzo dei Bush, Letting the cable sleeps. Sono passati diversi anni prima che io sia riuscita a sapere che brano era. Comunque mi ha colpito per diversi motivi. Da quello che posso capire mi sembra una canzone su un'amore che finisce. Male. Ma poi alla fine ci ripenso e dico, no non è solo così. Il mio titolo è la citazione di un pezzo del testo. Il silenzio non è il modo. No, il silenzio non è mai la soluzione quando ci sono di mezzo questioni importanti. Eppure cosa fai quando hai esaurito le parole? Quando sai che qualsiasi parola potrebbe ferire? Eppure il silenzio non è il modo giusto per risolvere. Ammesso che sia possibile farlo. E la frase definitiva: "I'm a stranger in this town". Si è sempre stranieri nella città dei sentimenti...

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categorie: riflessioni, silenzio


Siamo nei guai
domenica, 04 maggio 2008 alle 15:20

No, non vi spaventate, non è successo nulla. In realtà il titolo che ho messo è del libro che ho finito di leggere stamattina. Si chiama "Siamo nei guai" ed è di Christopher Coake. E' il suo primo libro e ho saputo che sta lavorando su una nuova opera ambientata nell'800. Sarò curiosa di leggere per vedere se lo stile è rimasto tale nel tempo. In realtà questo libro è una raccolta di racconti in cui fa da comune denominatore la morte o, semplicemente, la caducità dell'essere umano. I personaggi sono così vivi, così realistici. Puoi immergerti nella loro realtà, capire le loro riflessioni e le loro conclusioni. Il tutto è descritto con una sobrietà stilistica davvero impareggiabile, notevole in un esordiente. E questo scrittore ha un mentore di eccezione anche se a dir la verità è stato proprio il titolo ad attirarmi verso il libro. Chi è il suo mentore? Lo conoscete, ne ho parlato due giorni fa... A chi chiederà del mio tesoro: Non è guarito del tutto ma sembra stare un pò meglio. Stamattina mi sono alzata presto per dargli le medicine e, guardando da lontano i miei gesti mentre la preparavo, ho riconosciuto l'esperienza di 18 anni vissuti a contatto con mia madre e la sua malattia. E ho capito che quella non si cancella, rimane li sopita pronta a riattivarsi alla bisogna. Mi sono resa conto che io ho vissuto come "normalità" qualcosa che a pensarci bene proprio normale non è, e ce l'ho fatta. Certo ho delle cicatrici dentro. Ma chi non le avrebbe al mio posto?

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categorie: riflessioni, libri


Favole sonore
mercoledì, 02 aprile 2008 alle 21:30

"A mille ce n'è
nel mio cuore di fiabe da narrar (da narrar)
Venite con me
nel mio mondo fatato per sognar (per sognar)
Non serve l'ombrello, il cappottino rosso, la cartella bella per venir con me
basta un po' di fantasia e di bontà!"
Questo veniva cantato ogni volta ad ogni fiaba sonora e mi ha fatto compagnia per tutta l'infanzia. La mia generazione se la ricorda ancora. E adesso sono uscite in versione moderna con cd. Ovviamente la vostra padrona di casa se li è procurati come a voler fissare un piccolo frammento di se stessa. E sono tanti i ricordi: da piccola adoravo la favola di Cappuccetto rosso. Mi ci sono vestita a carnevale persino. Poi più in là mi sono innamorata della favola del pesciolino d'oro. Se non la conoscete, leggetela. Ha delle grandissime lezioni. Non vorrei fare la vecchietta che dice: eh oggi si è perso... mi domando semplicemente e chiedo a tutti i genitori di oggi: ma voi leggete ancora le fiabe della buonanotte ai vostri bambini? Oppure lasciate che siano i cartoni animati a farlo per voi? Sono curiosa, ditemi pure.

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categorie: riflessioni, ricordi


Confronto
domenica, 30 marzo 2008 alle 14:52

Allora faccio una premessa: Tom Cruise non mi è mai piaciuto. Nè come uomo, nè come attore. Detto questo possiamo andare avanti. Perchè vi faccio vedere queste due locandine? Perchè si tratta esattamente dello stesso film. Da una parte abbiamo Apri gli occhi di Alejandro Amenábar, dall'altra il suo remake più famoso Vanilla Sky di Cameron Crowe. Sia in uno che nell'altro recita Penelope Cruz nello stesso ruolo. La trama più o meno è simile per entrambi: giovane uomo di successo, che si ritrova rinchiuso in una clinica psichiatrica accusato di omicidio e con il volto sfigurato. Il ragazzo racconta la sua storia ad uno psichiatra. Li pongo a confronto e per molti punti ne esce meglio l'originale. Nell'originale la regia e l'ambientazione sono migliori, si punta molto di più sulla psicologia dei personaggi. L'originale ti conquista dentro, ti rende partecipe delle emozioni dei protagonisti cosa che non avviene nel più algido remake. C'è una scena che mi ha fatto davvero mozzare il fiato per la sua bellezza e intensità. Di Vanilla Sky posso dire che il punto di forza è la colonna sonora. Nei due film si è deciso di puntare su due assunti diversi. Nel primo c'è una costante, continua domanda su cosa sia la felicità mentre nel secondo il trailer stesso recita: "Ripensa a cosa sai su amicizia, amore, sesso, lavoro e apri gli occhi." Come se fosse tutto un'illusione. Ok, lo ammetto, sto scrivendo una serie di cose e non sono neanche tanto sicura di quello che sto dicendo. Apri gli occhi ha tirato fuori dei personali nervi scoperti di cui non ho molta voglia di parlare. Ha tirato fuori delle domande a cui non so se ho voglia di rispondere e, soprattutto, non so se ci riuscirei. Inoltre ho anche la testa altrove, mi hanno chiesto di creare un banner e viste le mie scarse capacità grafiche non so se riuscirò a creare qualcosa che possa piacere sia a me, sia a chi me l'ha richiesto. Vedremo. Mi piacerebbe sapere perchè ogni volta devo sentirmi così dannatamente insicura...

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categorie: riflessioni, cinema


Even deeper
venerdì, 21 marzo 2008 alle 19:04

"I'm okay
I'm on track
On my way
And I can't turn back
I stayed
On this track
Gone too far
And I can't come back
I stayed
On this track
Lost my way
Can't come back" N.I.N. Even Deeper.
Vado per la mia strada, seguo la mia testa. Mi piglierò a cornate ma è l'unica cosa che posso fare. Mi riferisco a te, a tutti voi: potete pensare quello che volete di me e non ci posso fare nulla. Ha ragione Laura devo smetterla di pensare negativo e devo scrollarmi da dosso coloro che hanno dei pregiudizi, delle idee preconfezionate su di me. Rimarrò sola? Perchè, non lo sono già ora? Cambierebbe qualcosa? Non credo. Forse finalmente la smetterei di sminuirmi. Perchè poi? Non sono nè peggio, nè meglio di tutti voi. Ho i miei difetti e i miei pregi. Come tutti. Come tutti. E vado per la mia strada anche se mi sono persa e non so dove mi condurrà. Ma è mia, solo mia...

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categorie: riflessioni, shout


Fever
giovedì, 06 marzo 2008 alle 11:44

Non farò la solita recensione perchè è inutile. Ci sono libri per cui raccontare la trama non basta. E' il caso di Febbre a 90 di Nick Hornby che sto leggendo. Era l'unico che mancava all'appello dei suoi, l'unico che ancora non avevo letto. Me ne ero tenuta lontana per l'argomento: il calcio. Un argomento che mi è familiare ma di cui poi non sono tantissimo appassionata. Dico spesso che sono una tifosa all'acqua di rose, ed è così. E' la storia di Hornby come tifoso, della sua adolescenza passata allo stadio. La storia di una passione viva e pulsante, di un'ossessione. Con i suoi pro e i suoi contro. C'è un passaggio del libro che mi ha colpito particolarmente: «(cut)Odiamo essere trattati con condiscendenza (ci sono persone che mi conoscono solo come un monomaniaco, che mi chiedono lentamente e con pazienza, sillabandomi le parole, dei risultati dell'Arsenal, prima di voltarsi verso qualcun altro per parlare della vita - come se l'essere tifoso di calcio precludesse la possibilità di avere una famiglia o un lavoro o un'opinione sulla medicina alternativa), ma la follia rende quasi inevitabile la condiscendenza.» Non accade solo con il calcio. Accade con tutte le passioni brucianti. Lo stesso atteggiamento condiscendente l'ho vissuto anche io sulla mia pelle a proposito della musica. Molto spesso mi si diceva che avrei dovuto occuparmi delle cose contano davvero. Come se la musica non fosse abbastanza importante, senza capire che per me lo era davvero. E lo è ancora. E' quello che mi rende meno faticoso alzarmi la mattina, andare a svolgere un lavoro che mi sta sempre più stretto, avere a che fare con gente che nemmeno ci prova a capirmi, ciò che mi aiuta a dare una parvenza di senso e di coerenza a qualcosa che non l'ha mai avuto. E chissà se davvero ce l'ha. Ma potrei spendere tutte le parole del mondo e comunque non riuscirei a esser compresa lo stesso. "Ho quel che mi merito, suppongo".(N.H.)

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categorie: riflessioni, libri


Happy birthday Peter.
mercoledì, 13 febbraio 2008 alle 10:57

Come ogni anno, puntuale, sono qui a fare gli auguri a un Artista con la a maiuscola, a una delle voce più belle - forse la più bella in assoluto per me - dell'intero mondo musicale: Peter Gabriel. E lo voglio fare postando un'immagine tratta dal sito di Herb Leonard (cliccate sul nome per andare alla sua galleria). Questo artista ha creato diverse immagini su Gabriel, ispirandosi ai suoi pezzi. Quella che vedete là sopra è Red Rain. Chi mi conosce sa che rapporto ho con questa canzone e perchè. Tanti tantissimi auguri Maestro. Spero che tu stia festeggiando come si deve con la tua famiglia perchè te lo meriti.
P.S della serie questa la devo proprio dire: Si sta creando un putiferio su una scena di un film tratto da un libro che ho recensito anche qui nella casa (se non vi ricordate andatelo a cercare nella tag libri). Secondo me invece si sta perdendo di vista cosa davvero significa quella scena, cosa c'è dietro, che valore ha nella storia. Si sta perdendo di vista che è la storia di un uomo che sta facendo, a suo modo, i conti con il lutto e che si aggrappa a tutto per riprendere a vivere. Ma come per tutte le cose ci si ferma al lato esteriore delle cose e lo trovo molto triste. Vedrò il film, ovviamente, a mio modo e con i miei tempi. Ma so già che in qualche modo mi deluderà, che non sarà come il libro. E' una legge antica come il mondo...

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categorie: riflessioni, compleanni


Why?
sabato, 09 febbraio 2008 alle 18:31

Lo ammetto ogni tanto mi capita di guardare Amici, soprattutto al sabato mentre pulisco i piatti dopo mangiato. E oggi presentavano uno spettacolo intitolato Why?. In realtà la domanda era più lunga e più profonda: perchè essere straordinari quando si può essere semplicemente se stessi? Bella domanda davvero. In questo mondo dove tutti rincorrono i famosi 15 minuti di celebrità si perde di vista essere semplicemente se stessi, la propria personalità. E il fatto che quello basta, da solo, a renderci speciali. Perchè non esistono due esseri umani uguali sulla Terra, manco a pagarli. Ognuno con la propria esperienza, ognuno con il proprio dolore, la propria gioia... la propria vita. E' questo che a me interessa da osservatrice: riuscire a carpire il segreto della vita. Di qualunque vita. Meno che della mia, di cui non ho ancora compreso il perchè e se c'è un senso. Sto delirando come al solito. E non riesco a far fermare i miei criceti perchè come mi giro, mi giro, trovo qualcosa che li fa partire a razzo. Una canzone, una poesia, un brandello di libro. Qualsiasi cosa. Troverò mai risposta alle mie domande? Ma soprattutto è poi così necessario che io la trovi?

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categorie: riflessioni, delirium


Salvatemi dai numeri...
martedì, 05 febbraio 2008 alle 11:20


Avete presente la danza degli elefanti rosa? Se siete gli unici nell'universo a non sapere di cosa parlo, sopra c'è un pratico esempio. Bene io la sto vivendo ora, ma con i numeri. Salvatemi.
Post work in progress. Aiutatemi.
Aggiornamento delle 15:02 (augh un'altra cifra ammazziamo i numeri per favore). Ho deciso di lasciare il post così, come se fosse un'istantanea di come ero stamattina. Il libro che sto leggendo è bellissimo ma mi sta lentamente uccidendo. Perchè porta alla luce ferite che conosco troppo bene. Però lo voglio finire. Penso che non sia una novità per voi se dico di essere masochista...

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categorie: riflessioni, delirium


Krishel's discovery channel
venerdì, 28 dicembre 2007 alle 16:47

Grazie al libro di cui parlavoieri ho potuto fare la scoperta di un vero artista, di cui ignoravo l'esistenza. Le sue opere hanno catturato subito la mia attenzione e voi sapete quanto sono pignola sulle immagini. Ho scoperto che l'artista in questione si chiama Rafal Olbinski (cliccate sul nome per accedere al suo sito): è nato nel 1945 nella città di Kielce, in Polonia e si è laureato nel dipartimento d'architettura della scuola politecnica di Varsavia. Nel 1981 è emigrato negli Stati Uniti dove si è fatto subito notare come nuova promessa nella pittura, nell'istruzione e nel design. Dal 1985 è un insegnante nella School of Visual Art di New York, nel 1995 i suoi poster sono stati scelti da Rudolf Giuliani a rappresentante degli illustratori della città e nel 2005 è stato assunto per creare immagini che hanno fatto parte della scengrafia del Don Giovanni per la Philadelphia Orchestra Company. I suoi poster sono un'eccellente sintesi tra atmosfere surrealistiche richiamando alla mente certe opere di Magritte pur mantenendo una certa originalità personale. Ha ricevuto più di cento premi per la sua arte. Questo è quello che sono riuscita a raccogliere di lui sulla rete. Se qualcuno che passa di qui avesse qualcosa da aggiungere, beh me lo faccia sapere nei commenti che sarà prontamente girato nella casa. Per il resto non parlo. Non ho progetti particolari per il fine anno se non starmene a casa con mio fratello e un gatto spaventato: Birillo appunto. Ho sempre avuto un sogno per la fine dell'anno ed è quello non fare assolutamente niente di speciale e andarmene a dormire prima di mezzanotte. Giusto perchè il detto "anno nuovo vita nuova" è semplicemente una favola per adulti e amiamo raccontarcela ciclicamente. Sappiate però che continua a essere una favola...

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categorie: riflessioni, scoperte

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