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Even deeper
venerdì, 21 marzo 2008 alle 19:04

"I'm okay
I'm on track
On my way
And I can't turn back
I stayed
On this track
Gone too far
And I can't come back
I stayed
On this track
Lost my way
Can't come back" N.I.N. Even Deeper.
Vado per la mia strada, seguo la mia testa. Mi piglierò a cornate ma è l'unica cosa che posso fare. Mi riferisco a te, a tutti voi: potete pensare quello che volete di me e non ci posso fare nulla. Ha ragione Laura devo smetterla di pensare negativo e devo scrollarmi da dosso coloro che hanno dei pregiudizi, delle idee preconfezionate su di me. Rimarrò sola? Perchè, non lo sono già ora? Cambierebbe qualcosa? Non credo. Forse finalmente la smetterei di sminuirmi. Perchè poi? Non sono nè peggio, nè meglio di tutti voi. Ho i miei difetti e i miei pregi. Come tutti. Come tutti. E vado per la mia strada anche se mi sono persa e non so dove mi condurrà. Ma è mia, solo mia...

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Hurt
venerdì, 29 febbraio 2008 alle 10:55


Io ascolto Radio Capital, spesso e volentieri. Alla sera ospita il grande Mixo che ne sa a pacchi di musica e che ha contributo ad arricchire la mia cultura musicale quando ero una giovane e immatura adolescente affamata di nuovi ascolti. Ma, c'è un ma. La piantate di mettere la cover di Cash di Hurt che, pur essendo bella, non arriverà mai e poi mai a raggiungere il livello emotivo ed espressivo dell'originale fatta da quel grande cantore della rabbia e della disperazione di Trent Reznor? Allora per tutti quelli che ascoltano abitualmente quella radio e ancora non conoscono il pezzo: Hurt di Johnny Cash è una cover di un pezzo favoloso dei Nine inch Nails. La potete sentire nel video qui sopra. Fermate la musica in sottofondo e giudicate con le vostre orecchie. E dal vivo questa fa molto ma molto male. Tanto che la voce mi muore puntualmente in gola...

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categorie: musica, shout, nin


I'm so tired...
martedì, 26 febbraio 2008 alle 11:29

Avrò tutti i difetti possibili e immaginabili ma mio fratello è un grandissimo egoista. Parlerò male perchè so stufa. Stamattina ho avuto l'ennesima riprova del suo egoismo: quanto cazzo ti costa preparare la caffettiera per due tazze invece di quella da una? Scommetto che se agissi anche io al tuo stesso modo per te non sarebbe che una riprova del mio essere inqualificabile ai tuoi occhi. E non te ne accorgi. Prima o poi te la tiro dietro quella schifosa macchinetta del caffè e non ti lamentare se ti faccio male. Forse rinsavisci e capisci che il mondo non gira intorno a te, che io non sono la mamma che ti coccolava e viziava. E poi sono io quella immatura, quella che deve crescere...

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And the eyes of the world are watching now
giovedì, 15 novembre 2007 alle 11:04
Invece di pensare al seguito di Up, e Gialio ne accennava vagamente ieri nei commenti chiedendomi se ne ero a conoscenza, Peter Gabriel ha lanciato in questi giorni The hub,un portale che raccoglie video e testimonianze di utenti che segnalano palesi violazioni dei diritti umani. Il sito online ha l'ambizione di diventare lo "YouTube per i diritti umani".Lo slogan: "Caricalo. Vedilo. Condividilo. Agisci". Il portale invita gruppi o individui a inviare i propri filmati di denuncia assicurando la massima segretezza. Sul sito non ci saranno censure, e gli utenti potranno caricare i proprio video in perfetto anonimato, perché non saranno registrati nemmeno i loro indirizzi Ip. I visitatori possono guardare i filmati selezionati dalla redazione, quelli votati dagli utenti del sito o i più recenti; scegliere una specifica regione o un'area di interesse. In futuro (per ora The Hub è ancora nella classica versione beta) si aggiungerà la possibilità di creare gruppi di discussione, raccogliere petizioni, usare mappe interattive e addirittura creare playlist di video e risorse interessanti. Alle attuali tre lingue (inglese, spagnolo, francese) si affiancheranno l'arabo, il cinese e il russo. La decisione di garantire l'anonimato e l'assenza di censure, se da un lato è una scelta quasi obbligata per un sito del genere, potrebbe costituire tuttavia un punto debole del progetto, sostenuto tra gli altri anche da Amnesty International, Human Rights Watch e B'Tselem. The Hub infatti non si assume la responsabilità per l'accuratezza o l'autenticità dei suoi contenuti e ricorda ai visitatori di non fidarsi di quello che trovano sul sito più di quanto non facciano per il resto del web. Gli organizzatori controlleranno solo che non avvengano violazioni del copyright (agli utenti viene chiesto di pubblicare i video sotto licenza Creative commons) e nel caso si occuperanno di rimuovere i materiali sospetti. La mia domanda impertinente è questa: d'accordo essere impegnati, è lodevole, MA IL NUOVO DISCO??
Qui c'è gente che soffre nell'attesa!!


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categorie: news, shout


It happens.
lunedì, 12 novembre 2007 alle 11:13

Cercando immagini con la chiave di ricerca "tired" mi è venuta fuori questa meraviglia che vi voglio mostrare. Non appena l'ho vista sono rimasta incantata. Sono accadute molte cose ultimamente, ho visto cose che non mi sono piaciute. Alcune nel mondo di cui non voglio parlare, l'hanno già fatto altri per me e non voglio aggiungere la mia voce al coro, sarebbe banale farlo. Alcune a livello personale invece e mi voglio sfogare. Sono stanca  del fatto che un moccioso si senta in diritto di rovinare quello che per me è un piacere: scrivere. Dopo che sono arrivata al limite della disperazione, dopo che ho passato mesi con il cuore spezzato, dopo che ho fatto una fatica del diavolo per riprendermi (e chissà se mi sono ripresa davvero del tutto), dovrei essere io quella arrabbiata, io quella a cercare vedetta e non lui. Macchè, figuriamoci, il signore mi ritiene il mostro e cerca di annichilirmi, come se non lo fossi già abbastanza di mio. Come ho già detto: nessuna vendetta, nessun odio, nulla di nulla. Solo un'infinita stanchezza interiore e amarezza, e tristezza, per aver sprecato le mie energie per una persona che ha ampiamente dimostrato di non meritarlo. Mi piange il cuore ammetterlo ma è così. Sono tanto idiota da sperare che prima o poi lui ritornerà con la mente a questi giorni e si renderà conto della follia delle sue azioni. Ma saranno accadute lo stesso e non si potrà tornare indietro. Avremo perso entrambi moltissimo. Più vado avanti e più sono disillusa. Dall'amore, dall'affetto, dal mondo degli esseri umani... continuate voi per me l'elenco.

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categorie: shout, sick


Shake those hands
giovedì, 08 novembre 2007 alle 10:23

La mia vita è costellata di persone che non hanno mai dato credito alle mie parole. Una di queste è il mio medico curante di famiglia.  Quando avevo sedici anni ed ero in gravi crisi psicologiche, e chiedevo un aiuto specialistico, questo invece di indirizzarmi dove avrei potuto trovare assistenza mi ha suggerito di risolvere con i fiori di Bach. Ora non ho nulla contro le cure omeopatiche o alternative, so che molto spesso arrivano a risolvere dove la medicina tradizionale non arriva, ma Dea Madre in quell'anno io stavo proprio male, avevo ricorrenti pensieri autodistruttivi. Dubito fortemente che avrei risolto in quel modo. Se ve lo state chiedendo: no non ho risolto. Di tanto in tanto, a cicli continui, questi pensieri ritornano a galla ma grazie alla Dea riesco a farli in qualche modo rientrare. Ieri pomeriggio sono stata da lui per le medicine di mio fratello e, già che c'ero, gli ho chiesto una cura per un dolore forte alle mani che mi disturba da diversi giorni tanto da impedirmi di svolgere i gesti normali di tutti giorni. Lui mi ha detto che si tratta di una flebite da stress e mi ha fatto questa domanda: sei felice? Gli avrei voluto sputare in faccia. Ma brutto stronzo: conosci la mia storia personale, sai cosa ho passato con mia madre, sai delle mia depressione (a cui tu non hai mai voluto dare peso, e ho dovuto lottare con le mie forze perchè se dovevo aspettare te ero già morta) e mi fai sta domanda del cazzo? Dillo che mi vuoi pigliare per il culo. Mi ha dato delle pastiglie di antidolorifici, che conosco molto bene perchè li ho provati quando avevo il dolore alla schiena, e oggi pomeriggio farò un salto in erboristeria per cercarmi una crema con cui massaggiare le mani. Sperando prima o poi che il dolore rientri e di riprendere forza, altrimenti sono rovinata.
P.S. Mik lo vedi che ogni tanto fanno capolino le parolacce qui dentro? Le uso solo quando non posso farne a meno. Altrimenti preferisco passare ad altro: la lingua italiana è piena di locuzioni più taglienti di un bisturi.

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categorie: shout


Control
sabato, 03 novembre 2007 alle 16:34


Control è un film biografico diretto da Anton Corbijn, la produzione del film è finita il 17 maggio 2007. Il film racconta la vita del leader dei Joy Division, Ian Curtis (1956-80), quest'ultimo è interpretato dall'attore Sam Riley, la moglie di Curtis è interpretata dall'attrice Samantha Morton. Parte dello screenplay è un adattamento del libro scritto da Deborah Curtis "Touching From a Distance", quest'ultima è la co-produttrice del film. Il film mette in evidenza la vita disturbata del giovane cantante, forgiatore del genere musicale punk negli anni 70 in Gran Bretagna e leader-fondatore dei Joy Division, band attiva dal 1977-1980. Altri argomenti trattati, sono sulla vita extra-matrimoniale e sulla sua vita sentimentale, così come i suoi frequenti tic e crisi epilettiche, che si pensa abbiano contribuito al suo suicidio avvenuto alla vigilia di un tour negli Stati Uniti della sua band.Il titolo del film fa riferimento ad una delle canzoni più celebri dei Joy Division, "She's Lost Control". Il titolo della canzone si pensa racconti la storia di un'amica di Curtis, anch'essa soffrente di epilessia, la ragazza morì in una clinica di Manchester per colpa delle sue continue crisi. Dopo la sua morte il cantante scrisse la canzone.Il film è stato presentato alla Quinzaine des réalisateurs del Festival di Cannes il 17 maggio 2007, riscuotendo grande successo e critica.Il film è stato inizialmente scartato per la Palma d'Oro, ma successivamente ha vinto il "premio dell'arte & di Essai di CICAE" di Regards Jeunes, inoltre il film ha ricevuto il premio come miglior film europeo e come miglior film del sidebar.
E' un film che deve ancora arrivare nelle sale italiane e stiamo seriamente rischiando di perdercelo. Stando ai bollettini che stanno girando su myspace pare che nessun distributore sia intenzionato a portare questo film nelle sale italiane. Come appassionata di cinema, di musica e soprattutto dell'arte di Anton
Corbijn, trovo tutto questo uno scandalo. Hanno fondato un sito myspace da includere tra gli amici: http://www.myspace.com/iancurtisfilm. Se come me avete un'account myspace fatelo e diffondete la notizia.

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categorie: cinema, shout


Nothing more to say
venerdì, 26 ottobre 2007 alle 11:37

Non so perchè metto questa immagine qui, forse spero di farmi ridere. Come dice il titolo del mio post non ho nulla da dire. Ho tanto dolore dentro, troppo e non ho voglia di buttarlo qui dentro. Mi prendo una pausa e non so quando torno. A una certa persona, se dovesse passare di qui...
IO NON TI ODIO.
Lo vuoi capire??? Non ti odio. Non ti odio...
Le parole che si dicono per rabbia e dolore non sono mai vere. Mai. Essere me non è facile, non è semplice. Sto già ampiamente pagando. Non ti basta?

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categorie: ombre, shout, sorry


Fulmini.
mercoledì, 24 ottobre 2007 alle 10:33

Allora d'accordo. Faccio le cose come mi capita senza pensarci. E mi capita di pinzare male dei documenti. Lo ammetto ma c'è il caso di tirare in ballo la serietà? "Tu la serietà non sai dove stia di casa". Ne vogliamo parlare? Sono mesi che mio fratello lavora nell'ufficio con una lucetta striminzita. Solo perchè non c'è nessuno che gli cambia il neon messo in una posizione infame. Ci ho provato, non ditemi che non ci ho provato. Ma è davvero messo in una posizione infame e rischio di rompermi l'osso del collo. Oltretutto non abbiamo una fottuta scala in questo fottuto ufficio. E' serio questo? Abbiamo delle serrande. Che non funzionano. Sto chiusa dentro peggio di una cavia da laboratorio sia d'estate che d'inverno. Ogni tanto per cambiare vorrei vedere un pò di luce naturale. Cosa cazzo ci vuole a chiamare un serramentista ed aggiustarle? E figuriamoci. Non mi venite a parlare di serietà allora perchè ne ho di cose da dire. Ora sto meglio. Come al solito sono meglio delle previsioni del tempo. Ieri mi si era svegliato il nervo della mano e andavo a dire: "deve piovere". Morale della favola? Oggi piove e la mia povera creatura è imboscata. Qualche volta vorrei sbagliarmi...

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categorie: shout


I figli degli uomini
domenica, 30 settembre 2007 alle 11:35

Sto cercando di recuperare i film che ancora non ho visto e questo era uno tra quelli in lista. Siamo nel 2027 in un mondo in cui le donne non riescono più nè a rimanere incinte, nè a portare avanti una gravidanza. In questo mondo giunge come un fulmine a ciel sereno la notizia della morte del più giovane abitante del mondo, baby Diego, vissuto da tutti come un lutto di carattere mondiale. In questo mondo un uomo senza speranze viene reclutato dall'ex moglie attivista per assicurare un passaggio a una donna incinta verso un luogo dove alcuni uomini stanno lavorando al "progetto genoma", un progetto per evitare l'estinzione del genere umano. Ci sono diversi strati di riflessione: il mondo alla completa deriva descritto in maniera talmente realistica che ad un certo punto si vedono persino le macchie di sangue sulla telecamera, chiedersi il perchè gli esseri umani non riescono ad aver più figli quando tutto il resto invece va avanti. Chiedersi perchè è proprio lei a riuscire ad avere un figlio, e ci ho visto almeno due possibilità molto serie. Inoltre ho fatto una riflessione su me stessa. In quel mondo le donne non possono avere figli. Vivo in un mondo dove, ringraziando la Dea, questo ancora non è possibile. Anzi abbiamo il problema contrario. E questa donna, cioè io, dice che non vuole figli e che non sente per niente l'orologio biologico. Non lo so. Sono sempre stata dell'idea che prima di mettere al mondo nuova vita dovremmo far star meglio i bambini che già stanno qui...
P.S. Che palle cercare di fare una recensione di un film quando tuo fratello ti rompe dicendo "ma tu non ha voglia di fare un cazzo stai solo al pc". Vagli a spiegare che a) potrebbe ramazzare anche lui visto che le manine sante per farlo ce le avrebbe b) che non riuscirei a stare tranquilla finchè non ho scritto la recensione. I criceti sarebbero ancora attivi e le mie parole potrebbero perdersi. See figuriamoci se questo capisce quanto è importante per me la scrittura. Forse, dico, forse se fossi una scrittrice affermata e la scrittura mi desse dei soldi, dico forse prenderebbe in considerazione l'importanza della mia scrittura. Lasciamo perdere. Meglio che lascio perdere...

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